Standard & Poor's conferma rating Italia a BBB-

Alcuni parametri economici migliorano, ma il rischio di downgrade permane. Stabile l'oulook

S&P rating Italia

Standard & Poor's conferma il rating sovrano dell'Italia a BBB- (livello medio basso) e quello di breve termine ad A-3 (pure medio-basso) con un outlook, cioè le prospettive di medio-lungo periodo, che rimane stabile in base all'aspettativa che "il governo proseguirà l'ampio piano di riforme" e che stabilizzerà il rapporto tra debito e Pil.

Secondo l'agenzia di rating internazionale in Italia "è in corso una modesta ripresa economica" per un Pil che crescerà a un tasso medio dell'1,3% nel 2016-2017, grazie al rafforzamento della domanda interna, ma le attese di inflazione restano basse.

Per S&P il premier Matteo Renzi "è determinato ad andare avanti con il suo programma di riforme, malgrado una stretta maggioranza e un'opposizione ostinata, che include una parte della coalizione di governo". Determinazione del premier dimostrata, per Standard e Poor's, dalle riforme del Senato, della legge elettorale, del mercato del lavoro e delle banche popolari trasformate in Spa.

Tra gli aspetti negativi, l'agenzia di rating parla di attenzione "marginale" del governo alle riforme sulla pubblica amministrazione, sulla giustizia e anche sulla sicurezza sociale. Elementi critici anche sulla spending review "più volte ridotta" (e due commissari che hanno praticamente abbandonato per "incomprensioni" con Palazzo Chigi) e sul consolidamento di bilancio che "rallenta".

Insomma gli aspetti positivi si compensano con quelli negativi ecco perché il rating sul debito sovrano sull'Italia non aumenta nonostante siano migliorati alcuni parametri economici. L'agenzia avverte che potrebbe abbassare il giudizio sull'Italia se "le rigidità sui mercati del lavoro, dei servizi e dei prodotti, che stanno frenando la crescita, persisteranno, contro le nostre attuali aspettative".

Il downgrade arriverà se il governo "non potrà implementare le politiche per il ripristino di una crescita economica sostenibile e rafforzare le finanze pubbliche". Taglio dei rating possibile anche se ci sarà un "deterioramento delle prestazioni esterne del paese, recentemente migliorate", oppure nel caso in cui si arrivi a una "negativa deviazione dalla prevista traiettoria di bilancio".

Invece il rating potrebbe essere alzato se il governo proseguirà sulle strada delle riforme strutturali fino completarle, implementando per intero quelle misure "in grado di guidare il paese verso una crescita economica sostenibile" migliorando la prevedibilità delle politiche a supporto dell'affidabilità creditizia e portando il debito delle amministrazioni pubbliche verso un consistente ribasso.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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