La burla dei conti correnti prende gli italiani per il portafoglio

Spese sui bancomat “Costose, inefficienti e poco trasparenti”. Una sentenza senza appello quella pronunciata dall’Aduc che classifica le banche italiane tra le più onerose e meno “trasparenti” d’Europa.
Una raffica di critiche piove sui costi delle banche da parte di impietose istituzioni e associazioni che, nonostante l’abbassamento delle commissioni interbancarie avvenuto negli scorsi mesi, colpevolizzano gli istituti di poca trasparenza e speculazione. Nonostante il ritocco al ribasso delle commissioni del 25% infatti agli utenti finali non è pervenuto alcuno sconto sulle spese di sportello.

Il quadro non lusinghiero ci e' rappresentato dalla Commissione europea sul "retail banking" (servizi ai clienti e relativi costi), dall'Antitrust (il costo medio di un conto corrente italiano e' in media di 182 euro a fronte dei 31 dell'Olanda, l'informazione e' assente nel 66,6% delle banche sui costi dei bonifici, nel 31,9% per i bancomat, nel 57% per la carta di credito, nel 46.3% sugli assegni, nel 32,4% sulla domiciliazione), dal Fondo Monetario Internazionale (concorrenza monopolistica) e dallo stesso governatore della Banca d'Italia (la concentrazione bancaria non ha portato benefici ai risparmiatori). Un quadro desolante del sistema bancario italiano nonostante gli sforzi dell'Abi di coprirsi con la foglia di fico del progetto "PattiChiari", che proprio chiari non sono.

Il movimento dei prezzi sui bancomat è seguito da vicino dall’Antitrust che dopo l’istruttoria sulle restrizioni della concorrenza ha inviato una segnalazione a Governo e Parlamento. A parte verificare che non ci siano comportamenti collusivi tra istituti di credito e società di gestione del circuito bancomat, l’Antitrust non può tuttavia calmierare i prezzi delle operazioni da sportello, soggette alle leggi di libero mercato.
Nonostante il consorzio di Gestione del circuito Bancomat Nazionale (Cogeban) si sia impegnato a ridurre le commissioni interbancarie a partire da gennaio di quest’anno però i costi non sono diminuiti.

Quanto costa prelevare con il bancomat?

Stando alle rilevazioni dell’Antitrust di aprile (commissione interbancaria di 0,89 Euro) le operazioni di sportello per i clienti Unicredit erano più onerose di tutti gli altri istituti con 2,3 Euro, mentre scendevano a 1,91 Euro per il Monte dei Paschi. Dopo la diminuzione delle commissioni interbancarie però il Monte dei Paschi anziché applicare un piccolo sconto sulle operazioni fuori rete in ragione della diminuzione sensibile di costo, ha applicato una maggiorazione al prelievo che ha elevato a 2,1 Euro i costi del bancomat.
Riamngono invece sostanzialmente invariate le tariffe degli altri istituti di credito:


  • Unicredit: 2,30

  • Intesa 2,00

  • Banca di Roma 2,00

  • Mps 2,10

  • Bnl 1,81

  • Carige 2,00

  • Bpm 1,85

  • Deutsche Bank 1,80

  • Bpi 2,10.

Conti correnti all’italiana

Sono più di 33 milioni i conti correnti nel nostro paese di cui 8,2 milioni sono conti online. Secondo l'Abi circolerebbero 27,5 milioni di bancomat e pagobancomat, mentre le carte di credito attive supererebbero la soglia di 14 milioni. L’anomalia italiana però consiste nel costo annuo dei conti correnti calcolata intorno ai 133 euro contro i 100 Euro circa del resto d’Europa. Soltanto la Germania ci supera registrando ben 203 euro di spese all'anno, mentre gli atri conti correnti di Eurolandia costano al correntista meno di 100 euro, fino a scendere vorticosamente toccando quota 16 euro nel Regno Unito. Conti correnti cari in Italia anche per l'Antitrust, secondo cui il costo medio è di 182 euro a fronte dei 31 dell'Olanda, l'informazione è assente nel 66,6% delle banche sui costi dei bonifici, nel 31,9% per i bancomat, nel 57% per la carta di credito, nel 46.3% sugli assegni, nel 32,4% sulla domiciliazione.
Per orientarsi nel dedalo di offerte commerciali consigliamo di consultare la guida pratica pubblicata dall’Abi con l’iniziativa Patti Chiari sui “Conti correnti a confronto”.

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