Banche commissariate: salvataggio per Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ieri al decreto legge per il salvataggio di quattro banche commmissariate da tempo - Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti - con un provvedimento che, "consente di dare continuità all'attività creditizia - e ai rapporti di lavoro - tutelando pienamente i correntisti" e che "non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione". Il dl esclude anche "il ricorso al bail in" cioè al salvataggio delle banche in crisi di liquidità tramite i fondi di azionisti, obbligazionisti e correntisti con depositi superiori a 100.000 euro.

Il ricorso al fondo interbancario per la tutela dei depositi in passato è stato considerato come una forma di aiuto di Stato dall'Ue. Ora il provvedimento varato dal governo ottiene il via libera del commissario Ue alla concorrenza Margrethe Verstager perché "riduce al minimo l'uso dei fondi pubblici e le distorsioni della concorrenza". Il fondo di risoluzione opererà per chiudere la crisi delle quattro banche commissariate attraverso la nascita di 4 nuovi istituti, anche nel nome, che saranno ripuliti dei crediti in sofferenza per poter operare nuovamente.

Il salvataggio dei quattro istituti italiani in crisi costerà Intesa Sanpaolo 475 milioni di euro. La banca metterà a disposizione del fondo di risoluzione 1,33 miliardi di euro di prestiti per un finanziamento da circa 780 milioni di euro a favore delle 4 banche da salvare e corrispondente alla quota di pertinenza di un finanziamento pari a 2.350 milioni di euro che sarà rimborsato a dicembre 2015 con i contributi versati al fondo dal sistema bancario italiano.

Nel fondo di risoluzione confluirà poi un secondo finanziamento da 550 milioni, pari alla quota di pertinenza di un finanziamento da 1.650 mln, con scadenza a 18 mesi meno un giorno, per il quale la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) si è impegnata al supporto finanziario in caso di incapienza del Fondo.

I costi del salvataggio per Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti includono un contributo straordinario al Fondo pari a circa 380 milioni ante imposte sul conto economico del quarto trimestre, oltre ai circa 95 milioni relativi al contributo ordinario per l'anno in corso e già spesati nel primo semestre 2015.

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