Crisi economica: italiani costretti a vendere l’oro di famiglia

La crisi economica che perdura anche quest’anno per il 43% degli italiani è causata da corruzione e mal governo della cosa pubblica: abbiamo visto ieri come il differenziale tra Btp e Bund abbia ripreso a salire al primo accenno di instabilità politica che purtroppo il Paese sembra ritrovare. Per il 26,6% dei concittadini, invece, a pesare di più sulla crisi è il nostro mostruoso debito pubblico, prodotto da decenni di sprechi e clientelismo.

Per il 26,4% dei connazionali l'evasione fiscale è causa di tutti i mali, mentre per il 18% sono stati politica europea ed euro a ingabbiarci. Il 13,7% degli italiani ce l’ha invece con le speculazioni e i comportamenti delle banche nostrane. È quanto dice il 46esimo Rapporto annuale del Censis sulla Situazione sociale del Paese.

Molti italiani hanno così tante difficoltà economico-finanziarie al punto che per vivere devono impegnare oro, oggetti preziosi e gioielli. 2,5 milioni di famiglie negli ultimi due anni lo hanno già fatto mentre 300mila hanno venduto mobili e opere d'arte.

E siamo alle strategie di risparmio: l'85% delle famiglie ha tagliato ogni spreco possibile nei consumi, carburanti in testa, e il 73% è ormai esperto nella ricerca di offerte e alimenti low cost. Sono 11 milioni gli italiani che ormai hanno imparato a fare in casa, pane, conserve e gelati mentre 2,7 milioni hanno scelto "l'orto fai da te" coltivando frutta e verdura.

E contro il caro benzina negli ultimi due anni si sono vendute 3,5 milioni di biciclette. Ben più della maggioranza degli italiani, il 62,8%, ha infatti ridotto nel biennio preso in esame gli spostamenti con i propri mezzi di trasporto per risparmiare su verde e gasolio: nel periodo gennaio-settembre 2012 il mercato dell'auto è andato giù, facendo registrare il 25% di immatricolazioni in meno rispetto all’anno prima.

Una situazione ben compendiata dal fatto che il livello di reddito medio pro-capite delle famiglie è oggi sui livelli del 1993, da allora la ricchezza finanziaria degli italiani si è quasi dimezzata. Secondo il rapporto del Censis ciò e dovuto:

a causa del difficile passaggio dell'economia, ma anche per effetto dei profondi mutamenti della nostra struttura sociale, che hanno affievolito la proverbiale capacità delle famiglie di produrre reddito e accumulare ricchezza.

La propensione al risparmio passa dal 12% del 2008 all'8%, mentre la spesa pro-capite, torna ai livelli del 1997, poco più di 15.700 euro. La fotografia che viene fuori dal rapporto Censis 2012 consegna l’immagine di un’Italia sicuramente più povera e con più timore per il proprio futuro.

Foto © Getty Images


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