Boeri: la Legge di Stabilità penalizza il contrasto all'evasione

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Aggiornamento 11:45 - Il presidente Inps Boeri in commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria ha spiegato che il dimezzamento della spesa informatica nell'amministrazione pubblica contenuto nella legge di stabilità impedirà all'Inps di "accendere le macchine (...) Non si capisce perché è stato introdotto all'ultimo momento un provvedimento forte, che rischia di indebolire la lotta all'evasione fiscale. E' un fatto molto grave". Il taglio del 50% dimezzamento dei 350 milioni di fondi per le spese digitali sarebbe un colpo per la lotta all'evasione, perché l'Inps non potrebbe usare i macchinari. Le agenzie fiscali ha notato Boeri sono state esonerate dal taglio dei fondi per l'informatica ma anche l'Inps e l'Inail sono in prima fila nel contrasto all'evasione fiscale e contributiva. Boeri si è poi detto contrario di unificare in Sogei (la società informatica controllata dal Mef) le banche dati: "trasferire tutto al di fuori ad un'altra entità è pericoloso, piuttosto dobbiamo arricchire le banche dati, integrarle, e mettere in rete le informazioni. Per questo abbiamo siglato convenzioni con le amministrazioni pubbliche e continueremo a farlo".

La Legge di Stabilità 2016 del governo Renzi:

"penalizza fortemente l'Inps nell'azione di contrasto all'evasione contributiva"

Parola del presidente dell'Inps Tito Boeri che dopo la bocciatura da parte dell'esecutivo delle sue proposte di riforma delle pensioni e di reddito minimo lancia un preciso allarme durante la sua audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria. Allarme che susciterà nuove polemiche in merito all'opportunità delle dichiarazioni del presidente Inps che, nominato in qualità di tecnico da Renzi, secondo i critici sta vestendo panni troppo politici.

La scorsa settimana era stato il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta a chiederne le dimissioni parlando di incompatibilità tra il suo ruolo e le posizioni assunte e invitandolo a darsi direttamente alla politica lasciando la poltrona di numero uno dell'Istituto di previdenza sociale.

(in aggiornamento)

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