Liberalizzazioni e concorrenza: Italia al 13° posto nell'UE

concorrenza e liberalizzazioni UE

In materia di liberalizzazioni e concorrenza l'Italia resta indietro rispetto ai grandi paesi europei, piazzandosi al 13° posto nell'Ue nella classifica 2015 stilata dall'Istituto Bruno Leoni, con una percentuale di liberalizzazione del mercato pari al 67%. La ricerca precisa che comunque i dati non tengono conto degli effetti che la riforma del lavoro del governo Renzi, il Jobs act, potrà avere.

Lo studio sull'Indice delle liberalizzazioni 2015 dell’Istituto Bruno Leoni è stato pubblicato in anteprima dal “Corriere Economia” per un'analisi che considera i dati economici, relativi al 2014, dei 28 Stati che formano l'Unione europa. Con 67 punti su 100, l’Italia si colloca a metà classifica. Ai vertici invece ci sono Uk (95), Paesi Bassi (79), Spagna e Svezia (77). Per settori economici specifici nel Belpaese cresce la concorrenza nelle tlc (da 87 a 97), nelle assicurazioni (da 60 a65), nel trasporto ferroviario (da 43 a 53) e aereo (a 79).

Anche nel settore televisivo in Italia è stata registrata più concorrenza nel 2014, con l'indice passato da 75 a 79. Al primo posto in Europa nel settore tv troviamo invece l'Ungheria (100) seguita da Romania (98) Bulgaria ed Estonia (96). All'ultimo posto invece c'è la Grecia (69 punti).

Nel nostro paese risulta invece in calo la concorrenza nei settori carburanti per autotrazione, con il sottoindice che passa da 57 a 40 che fa del nostro paese quello più "chiuso" nell'Ue. In flessione anche la concorrenza nel mercato elettrico (da 81 a 79), nel settore del gas naturale (da 60 a 58), nel mercato del lavoro (da 72 a 70) e nelle Poste (da 59 a 58). Ma come detto per il Job Act la ricerca non tiene conto della parziale privatizzazione di Poste Italiane e delle sue ricadute.

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