Petrolio: Opec pronta a tagliare la produzione?

Il cartello dei produttori sarebbe pronto secondo la Cnbc a stoppare l'eccesso di offerta di oro nero per far aumentare il prezzo.

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L'Opec sarebbe disponibile a tagliare la produzione petrolio in modo da far risalire i prezzi del greggio, scesi ieri fino ai 26,14 dollari al barile per il Wti (Brent a 30 $) dando così un contributo a calmare la acque sui mercati finanziari mondiali, in profondo rosso. Citigroup prima di questo nuovo tracollo del prezzo del greggio aveva lanciato qualche giorno fa l'ultimo, in ordine di tempo, allarme sull'economia globale entrata in quella che viene definita "una spirale della morte". A essere preso di mira dalle vendite soprattutto energetici e comparto finanziario:

“Lo scetticismo sui mercati si sta trasformando in vero e proprio pessimismo e torna a prevalere il risk off (...). I conti delle grandi banche europee non convincono gli operatori e non fanno che alimentare i dubbi sul comparto. E’ difficile rimanere ottimisti quando ogni giorno un’ondata ti spazza via di più”

commenta Vincenzo Longo, Market analyst di Ig.

Ora il cartello dei paesi produttori sarebbe pronto a intervenire. Stando a quel che scrive la Cnbc l'Opec è disposta a cooperare su un taglio della produzione del greggio perché la discesa infinita del prezzo del barile voluta soprattutto dall'Arabia Saudita per contrastare la concorrenza di shale oil USA (l’estrazione di petrolio non convenzionale da rocce di scisto bituminose) non ha infatti rilanciato la domanda di prodotti petroliferi "tradizionali" come era previsto. Proprio in scia alla notizia di possibile svolta sul taglio delle produzione da parte dell'Opec Wall Street, in netto calo, ha recuperato terreno solo in chiusura di seduta.

Vertice Opec di Vienna al via

Aggiornamento 4 dicembre 2015, ore 12:40 - La riunione dell'Opec si è conclusa come previsto senza nessuna variazione dei livelli produttivi fissati con il meccanismo delle quote, la produzione attuale resta quindi poco sopra i 30 milioni di barili al giorno, con la conseguenza che il prezzi del greggio rimarranno bassi, ormai sui 40 dollari al barile.

I prezzi del petrolio WTI (americano) sono in aumento sui mercati internazionali oggi 4 dicembre, nella giornata in cui si apre il vertice Opec di Vienna con i paesi maggiori produttori di greggio riuniti attorno a un tavolo per stabilire, in realtà per confermare, i livelli produttivi.

Secondo le previsioni il cartello dei paesi produttori di oro nero dovrebbe mantenere invariate le quote di produzione di petrolio nonostante i prezzi restino piuttosto bassi, poco sopra i 40 dollari. "Il mercato determina i prezzi" ha detto il ministro saudita del petroli Ali Al-Naimi. "Non mi aspetto che l'Opec faccia nulla" gli ha fatto eco il collega iraniano Bijan Zanganeh.

Non è un segreto per nessuno che è l'Arabia saudita, primo produttore mondiale di petrolio, a fare la parte del leone in seno al cartello, guidando la schiera di paesi contrari a tagliare la produzione (cosa che farebbe salire i prezzi) perché le quotazioni basse servono a contrastare le produzioni concorrenziali sviluppate negli ultimi anni negli Stati Uniti e in Canada sfruttando sabbie bituminose e frammentazione idrolitica.

Le quote produttive dovrebbero rimanere invariate sui 30 milioni di barili al giorno. Stamattina il petrolio USA guadagnava 23 centesimi a 41,31 dollari al barile mentre il Brent, il greggio di riferimento europeo, saliva di 19 centesimi a 44,03 dollari al barile. Sullo sfondo il dollaro che perde terreno sull'euro, dopo che il governatore della Bce Mario Draghi ha annunciato l'allungamento del quantitative easing.

Intanto si apprende che l'Arabia Saudita sarebbe disposta a tagliare un milione di barili al giorno dal 2016 in poi ma solo con l'appoggio di paesi produttori non aderenti al cartello Opec, in primo luogo la Russia. Gli analisti in ogni caso credono che il ritorno dell'Indonesia nell'Opec e la produzione dell'Iran con la prevista abolizione delle sanzioni occidentali avranno un ruolo importante sulle prossime mosse di medio-lungo periodo del cartello.

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