La Finlandia verso il reddito di cittadinanza?

La crisi economica sta spingendo il paese nord-europeo verso il reddito di cittadinanza, come metodo per evitare (anche) una crisi dei consumi.

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La crisi economica della Finlandia, il cui simbolo è il profondo declino dell'ex colosso Nokia, sta spingendo il paese verso il reddito di cittadinanza. E si tratta di una mossa non da poco conto, se si considera che una delle cause probabili di questa crisi - che ha però molte ragioni - potrebbe anche essere la cura a base di austerity, che non ha portato i risultati sperati.

E così, nel paese nord-europeo, si pensa di introdurre la misura più lontana possibile dall'austerità: il reddito di cittadinanza. Ma come funziona? Ogni cittadino riceverebbe 800 euro esentasse, in ogni caso, indipendentemente da reddito e lavoro. Questo reddito andrebbe a sostituire la giunga di detrazioni, deduzioni, contributi, agevolazioni. Tutto spazzato via da un reddito universale che, almeno dal punto di vista burocratico, semplificherebbe enormemente le cose.

I costi, ovviamente, sono la più grande incognita in casi come questo. Lo studio della Finnish Social Insurance ha calcolato che la misura costerebbe 52 miliardi l'anno. Una spesa difficilmente sostenibile se si considera che le entrate previste per il 2016 sono di circa 49 miliardi.

Nonostante questo, nessuno esclude la possibilità di lanciare una sperimentazione, che ha ricevuto l'appoggio del primo ministro Juha Sipila, che vede in questa misura anche un modo per rilanciare il sistema di welfare, e anche il grande supporto dei cittadini, che sono favorevoli nel 66% dei casi. Ma questo, ovviamente, era più che prevedibile.

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