Elsa Fornero e la frase su 30enni, lavoro e pensioni

Elsa Fornero

, ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Monti dal 2011 al 2013, ha rilasciato alcune dichiarazioni in un'intervista concessa un paio di giorni fa a Radio Cusano Campus. La professoressa ha parlato di lavoro, pensioni, economia.

L'intervista ha suscitato diverse polemiche, ad esempio Il Giornale (ma non è il solo) titola con il suo presunto virgolettato "I trentenni pensino a lavorare e non a quanto prenderanno di pensione".

Ma cosa ha detto esattamente l'ex ministro in quell'intervista durata 18 minuti? Ha davvero pronunciato quella frase?

Siamo al minuto 11 (qui il file mp3 completo dell'intervista), si parla di difficoltà nel mondo del lavoro e di tirocini. Elsa Fornero dice: "Persone spesso si trovano a passare da un tirocinio all'altro. Noi dobbiamo aiutare a trovare il lavoro e dire a chi non ce l'ha fatta che avrà comunque una pensione adeguata a carico della fiscalità generale, dove i ricchi pagano proporzionalmente di più di quelli che ricchi non sono".

L'intervistatore chiede se ci sia un allarmismo ingiustificato ed Elsa Fornero risponde così: "Secondo me l'allarmismo dev'essere sul lavoro e molto meno sulle pensioni tra 40 anni. Non dobbiamo sederci e aspettare ma fare di tutto per aiutare le persone ad avere una vita di lavoro adeguata".

L'intervistatore dice: "Un 30enne oggi deve pensare a primeggiare, a lavorare, a crescere professionalmente. Fatico a immaginare a un 30enne che pensa già a quando avrà 70 anni". Fornero dice: "Fatico anch'io e per fortuna non è così, la maggior parte dei giovani di oggi mi sembrano impegnati, preoccupati del futuro prossimo, degli anni a venire, se vogliono mettere su casa, famiglia... queste sono le difficoltà. Se vogliono anche continuare a studiare, ottenere credito per iniziative di autoimprenditorialità, per costruirsi un percorso di vita e lavoro. In questo la pensione ci sta, ma - primo - non dev'essere la prima preoccupazione, - secondo - deve essere il sistema regolato in modo tale che se hai il lavoro avrai anche la pensione e la mia risposta a questo terrorismo psicologico è di dire che le pensioni non ci saranno soltanto se non ci sarà stato il lavoro. Altrimenti le pensioni ci saranno, perché sono il risultato del risparmio della vita di lavoro e non dimentichiamo che sui contratti di lavoro dipendente abbiamo un'aliquota del 33% che è un'aliquota alta. Non possiamo dire pagate il 33% e poi avrete una pensione bassa: non è vero. Se pagate il 33% avrete una pensione adeguata".

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