Salva-banche e obbligazioni subordinate: le soluzioni allo studio per i risparmiatori

Padoan su misure umanitarie per penalizzati da salva-banche

Dopo il salvataggio di 4 banche che è costato agli obbligazionisti subordinati degli istituti coinvolti l’azzeramento dei loro risparmi, il governo e Bankitalia cercano di trovare una soluzione, incalzati dalle opposizioni ma anche dall’Ue. All’esecutivo ovviamente non sfuggono i riflessi negativi in termini di consenso che il decreto Salva-banche può trascinarsi dietro. Si cerca quindi di correre ai ripari con di un “fondo di solidarietà” e un arbitro per i risparmiatori danneggiati dai salvataggi di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti secondo le ultime novità riportate stamane dal Sole 24 Ore

Oltre al fondo di solidarietà, il Ministero dell’economia e delle finanze starebbe anche studiando una procedura di arbitrato veloce che caso per caso dovrò valutare chi è stato davvero truffato dalla propria banca, ha cioè acquistato obbligazioni subordinate senza saperlo o meglio senza essere messo a conoscenza dei reali rischi che poteva correre.

Si tratterebbe insomma di una tutela stragiudiziale, gestita probabilmente alla Consob, come già avvenuto dopo il salvataggio delle banche spagnole con gli obbligazionisti che hanno spesso ottenuto la nullità dei contratti di acquisto di questi strumenti finanziari perché non adeguatamente informati sul prodotto. Oggi il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan illustrerà lo stato dell’arte in Commissione Bilancio della Camera.

Il fondo di solidarietà dovrebbe avere una dotazione di circa 100 milioni e sarebbe finanziato dallo Stato e per la maggior parte dal sistema bancario. L’accesso al fondo per i risparmiatori truffati sarà disciplinato decreto del Mef che fisserà criteri e modalità per beneficiarne, co priorità data a chi ha perso i risparmi di una vita con il decreto salva banche del governo Renzi e ora versa in gravi difficoltà finanziarie. Il fondo andrebbe a coprire circa un terzo delle perdite subite per le le obbligazioni subordinate che sarebbero pari a ben 350 milioni di euro nel settore retail.

L’arbitrato interverrebbe nella fase che serve a stabilire chi ha diritto ad accedere al fondo e chi no attraverso l’analisi dei documenti: in Spagna quando l’arbitro ha riconosciuto le ragioni del cliente la banca ha ricomprato lo strumento finanziario allo stesso prezzo al quale l’aveva venduto al netto degli interessi liquidati al risparmiatore.

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