Natale 2015: boom dei regali online, spesa massima 300 euro

Nel 2009 gli italiani che compravano online i regali di Natale erano appena il 3,8%, oggi sono 4 su 10. Indagine Confcommercio-Format.

Regali di Natale 2015

Per Natale 2015 il 92,5% dei consumatori non spenderà oltre 300 euro per i regali secondo un’indagine di Confcommercio e Format research. Dopo anni di crisi la spesa per i regali torna a crescere, del 5%. Nel 2015 è aumentata la percentuale di coloro che dichiarano di voler spendere tra i 100 e i 300 euro, pari al 62,4% contro il 61,9% dello scorso anno.

In lieve salita anche la spesa media, pari a 166 euro, contro i 158 euro del 2014. Quali saranno i regali natalizi più gettonati? Soprattutto generi alimentari, abbigliamento, giocattoli e libri, meno smartphone e prodotti tecnologici. E sarà boom per gli acquisti online, scelti da 4 italiani su 10 secondo un trend che ogni anno va rafforzandosi.

I generi alimentari anche nel 2015 si confermano al top della classifica dei regali più scelti per il Natale (74,7%), seguiti dall'abbigliamento (46,2%) e dai giocattoli (45,4%). Rispetto al 2014 vanno meglio i viaggi (+3%) i libri (+2,4%) e i prodotti per la cura della persona che (+4,4%).

I regali di Smartphone sono in calo mentre crescono videogames e computer. Resta stabile poi la percentuale dei consumatori che acquisteranno per i regali in occasione del prossimo Natale (85,9%). A comprare doni saranno in prevalenza giovani, giovanissimi e over 55, molto di meno le famiglie più giovani, con una età compresa tra i 35 e i 44 anni, con figli e che abitano nelle grandi aree metropolitane.

Per quanto riguarda i canali di acquisto dei regali il 56% dichiara che si servirà presso i negozi tradizionali (56%) e soprattutto della grande distribuzione organizzata (75,3%). Il 39% dei consumatori invece userà il web per regali da fare scegliendo con un click abbigliamento (26,9%) libri (21,9%) giochi per bambini (16,3%), cellulari e smartphone (15,3%). Nel 2009 gli italiani che compravano online i regali di Natale erano appena il 3,8%.

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