Nonni in piazza per una pensione troppo povera

Pensione
Ieri, 12 giugno, la capitale romana è stata travolta da una moltitudine di pensionati, circa 12.000, scesi in piazza per rivendicare un aumento alle loro pensioni e per chiedere che venga fatta una legge sulla non autosufficienza delle pensioni contributive.
La manifestazione è stata indetta dai sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl,e Uilp-Uil per rendere nota all’opinione pubblica la situazione precaria di migliaia di pensionati che con la sola pensione non riesce ad arrivare a fine mese. Secondo i dati Istat, infatti, il 31% dei pensionatati vive con un compenso che tra i 500 e i 1000 euro mensili.
I manifestanti non sono scesi in piazza solo a Roma bensì anche a Torino con 20.000 manifestanti, Cagliari con 5.000, in Sicilia 8.000 e 10.000 a Bologna e poi Milano, Ancona , Napoli, Terni, Aquila, Trento e Genova. Una protesta sentita e partecipata, dunque, che ha coinvolto tutta la nostra penisola e che ha anche causato qualche disordine, fortunatamente non sfociato in risse ma prontamente sanato dalle forze dell’ordine.
A questo punto non ci resta altro che augurarci davvero un cambiamento, e consolarci con il messaggio rivolto dal Presidente Napolitano ai pensionati “La giornata da voi promossa potrà essere di stimolo a un sempre più forte riconoscimento della società nel suo complesso alla dignità e alla condizione dell’anziano”. Speriamo sia così veramente e che venga presa in considerazione la situazione dei pensionati in quanto per i più giovani la prospettiva futura non appare ancora del tutto chiara, dovuta anche all’ingresso del TFR che disorienta un pò chi in pensione non lo è ancora.

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