Banca Etruria taroccava i titoli di studio dei clienti per vendere prodotti rischiosi

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Pur di vendere prodotti finanziari rischiosi i dipendenti di Banca Etruria, uno dei 4 istituti di credito al centro della truffa obbligazioni subordinate, compilavano loro stessi i questionari che accertano la comprensione del profilo di rischio da parte dei clienti (Mifid).

Un obbligo in capo alla banca imposto dalle direttive Ue, obbligo che Banca Etruria aggirava falsificando le risposte e taroccando i titoli di studio dei piccoli investitori. Ad esempio a una 90enne con la terza elementare, che ha poi investito 40mila euro, la banca ha assegnato sul questionario come titolo studio un diploma superiore.

Oppure c'è il caso di chi a 42 anni risulta laureato pur non avendo mai conseguito quel titolo di studio. E ancora chi a 93 anni ha dichiarato nel Mifid (Market in financial instrumets directive) di non aver bisogno dei soldi investiti per i successivi 10 anni.

Meccanismi della truffa che avrebbe perpetrato Banca Etruria ai danni dei clienti che emergono dalle denunce di 1.300 risparmiatori che si sono rivolti a Federconsumatori per capire come muoversi dopo aver perso i soldi investiti senza esserestati messi a conoscenza dei reali rischi dei bond subordinati.

"E' evidente che qui si tratta di persone che non avevano conoscenza alcuna degli strumenti finanziari che stavano acquistando"

dice Chiara Rubbiani di Federconsumatori a la Repubblica. Scoprire chi è stato il burattinaio della grande truffa dentro Banca Etruria, e accertare tutti i profili di responsabilità, sarà compito della procura Arezzo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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