BCE: i tassi restano al minimo. Draghi: “A marzo nuove misure”

La BCE è pronta a mettere in campo tutti gli strumenti per raggiungere l’obiettivo di un tasso di inflazione vicino, ma comunque inferiore, al 2%.

Si è svolta oggi la riunione del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea che ha deciso di lasciare il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%, il tasso sui depositi bancari al -0,30% e quello sui prestiti marginali allo 0,30%.

Durante la tradizionale conferenza stampa che segue la riunione, il Presidente della BCE Mario Draghi ha spiegato:

“I rischi al ribasso sono aumentati nel nuovo anno per l’incertezza sui mercati emergenti, la volatilità sui mercati finanziaria e l’instabilità gepolitica. Questo crea pressioni al ribasso sull’inflazione e potrebbe richiedere una revisione della politica monetaria in marzo”

La BCE, insomma, è pronta a mettere in campo tutti gli strumenti che ha a disposizione entro il suo mandato per raggiungere l’obiettivo di un tasso di inflazione vicino, ma comunque inferiore, al 2%. Infatti Draghi ha aggiunto:

“Oggi non abbiamo discusso i dettagli delle possibili misure, ma l’orientamento della nostra politica. Come ho già detto in un discorso a New York, abbiamo il potere, la volontà e la determinazione di agire e non ci sono limiti alla nostra possibilità di intervenire per riportare l’inflazione vicina ma sotto al nostro obiettivo del 2%”

Inoltre Draghi ha ancora una volta ribadito che la ripresa nell’Eurozona deve essere sostenuta da riforme strutturali capaci di accompagnare la politica accomodante della BCE e tutti i Paesi devono adottare una politica fiscale più pro-business.

Le decisioni della BCE e le parole di Draghi hanno avuto un effetto immediato sui mercati finanziari: Piazza Affari ha guadagnato fino al 4%, Parigi il 2,4%, Francoforte il 2%, Madrid l’1,9% e Londra l’1,3%.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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