"Ikea ha eluso un miliardo di tasse". I Verdi europei diffondono un dossier scottante

An Ikea furniture store location in Woodbridge, Virginia, January 5, 2016. AFP PHOTO / SAUL LOEB / AFP / SAUL LOEB        (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Tra il 2009 e il 2014, la multinazionale svedese, Ikea, avrebbe eluso le tasse per almeno un miliardo di euro. L'accusa è stata mossa nei confronti del colosso, impegnato nella vendita di mobili e complementi d'arredo, dagli eurodeputati Verdi. Questi fatto redigere un dossier e lo hanno inviato alle maggiori testate europee (Repubblica, Spiegel, Le Monde, El Pais, The Guardian) per denunciare "una perdita per ogni Paese che va dal 35% in meno incassato in Belgio al 64% della Francia".

Si legge poi nel testo, che porta la firma del ricercatore Marc Auerbach: "Per il solo 2014 il mancato incasso fiscale dai profitti di Ikea si traduce in una perdita di 36,6 milioni di euro per la Germania, 23,8 per la Francia, 10,1 per la Svezia". Il ricercatore ha individuato "un sistema a scatole cinesi" (definito "tax migration"), che piega a proprio vantaggio le legislazione di diverse nazioni in termini di imposte.

Sul caso è intervenuta anche Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde europeo, che ha dichiarato a Repubblica: "E' un lavoro che stiamo portando avanti da molto tempo sul tema dell'evasione e dell'elusione fiscale. Soprattutto da quando l'anno scorso è esploso il LuxLeaks. Questo dell'Ikea è il gioco delle tre carte, un sistema di passaggio di profitti da un Paese e da una società all'altra che permette l'ottimizzazione delle tasse".

Lo schema di pagamento, secondo Auerbach, giocherebbe sulle royalties del 3% che le varie filiali devono alla sede olandese. E' proprio grazie al versamento di questi diritti che i negozi possono ridurre la loro base imponibile, mentre i proventi delle royalties sono traghettati in Lussemburgo come interessi su un debito da rimborsare a un'altra società del gruppo, che a propria volta paga al fisco solo lo 0,06% delle cifre ricevute.

Ikea ha immediatamente replicato alle accuse con un comunicato. Ivi, viene ribadito che la multinazionale "paga le tasse in linea con le leggi e i regolamenti, ovunque siamo presenti come rivenditori, produttori o in qualunque altra forma. Abbiamo un forte impegno per condurre le nostre operazioni in modo responsabile e dare un contributo alle società all'interno delle quali operiamo".


Vota l'articolo:
4.25 su 5.00 basato su 4 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO