Festival MiTo e la Scala viene lasciata da parte!


Dal 3 al 23 settembre tutti in piazza per i 100 concerti che invaderanno Milano e Torino e che si terranno in ben 50 luoghi diversi. Una bella iniziativa creata dall’associazione MiTo presieduta da Francesco Micheli, con il sostegno del capoluogo lombardo e torinese, che vede grandi eventi sinfonici, con grandi protagonisti e diversi generi musicali.
Partner dell’iniziativa è la banca Intesa-San Paolo e la maggior parte dei fondi «provengono dal gruppo Ligresti», come dichiara l’assessore Vittorio Sgarbi, che come la Moratti, sostiene l’evento in quanto si presenta come una buona opportunità per far uscire la musica dai luoghi tradizionali ricontestualizzandola in luoghi aperti e sopratutto a prezzi davvero ridotti.
Il programma prevede grandi protagonisti quali Zubin Mehta, Nagano e Martha Argerich, musica pop, jazz e quant’altro. Insomma una decisione così partecipata che ha portato la Moratti non solo a promuovere il MiTo ma anche a tagliare i fondi destinati alla Scala a favore di queste associazioni minori.
La Moratti è in vena di cambiamenti a quanto pare: «Credo che la Scala abbia una programmazione e un’importanza tale che, anche a fronte di un nostro minore contributo, non sarà difficile avere più soldi dal Ministero», queste le sue parole sulla decisione di tagliare una parte dei fondi destinati al celebre Teatro milanese. La ridistribuzione dei fondi partirà con i bilanci del 2008 con proposta di beneficiare 33 enti culturali che ricevono molti meno aiuti dagli enti pubblici. La Moratti, infatti, spiega che «La Scala riceve ogni anno 6 milioni e 300 mila euro di contributi ordinari, cui si aggiunge un contributo straordinario che varia tra uno e 3 milioni di euro» ma a Milano ci sono altri 33 enti culturali «che – prosegue la Moratti – tutti insieme ricevono circa 300 mila euro all’anno, più i Pomeriggi Musicali ne hanno 250 mila e l’Orchestra Verdi 300 mila».
E’ ora dunque di dar spazio anche ad associazioni culturali più piccole ma di grande impatto sui giovani, e che in fondo si meritano un sostegno. La Scala dopo tutto è sempre la Scala e ora staremo a vedere questi 100 concerti.Speriamo non ci deludano!

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