Petrolio: accordo Russia-Opec per congelare la produzione, ma prezzo ancora giù

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La Russia ha stretto un accordo con alcuni Paesi dell'Opec sulla produzione di petrolio, per stabilizzare il prezzo del barile in discesa libera da mesi. L'economia russa è stata messa a dura prova in questo ultimo anno, prima dalle sanzioni occidentali per la guerra in Ucraina e poi per il crollo del prezzo del greggio, perno attorno a cui ruota l'economia russa.

Il ministro dell'Energia Aleksandr Novak e alcuni membri del cartello dei paesi maggiori produttori di greggio, riuniti sotto la sigla Opec, compresa l'Arabia Saudita che finora non ha permesso di abbassare i livelli produttivi, hanno raggiunto l'accordo a Doha, in Qatar, congelando la produzione di oro nero. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Energia del Qatar, Mohammed Saleh Al-Sada, la produzione sarà stabilizzata al livello dell'11 gennaio scorso.

Il Wall Street Journal alla vigilia dell'incontro aveva scritto che vi avrebbero partecipato i ministri del petrolio di Arabia Saudita, Nigeria, Venezuela e Russia. A gennaio l'Opec aveva parlato di probabile creazione di un'alleanza con la Russia e altri paesi produttori di petrolio per ridurre la produzione e fermare quindi la caduta dei prezzi del petrolio.

La quotazione del greggio oggi, dopo l'annuncio dell'accordo per congelarne la produzione ai livelli dell'11 gennaio, rallenta con il Brent che torna sotto i 34 dollari al barile a 33,8 dollari e il Wti che scende sotto la soglia dei 30 dollari a 29,7 dollari. L'accordo Russia-Opec è condizionato alla partecipazione degli altri produttori di petrolio per questo non convince troppo il mercato che sperava invece in un taglio dei livelli di produzione.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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