Corte Dei Conti: "La spending review è stata un parziale insuccesso”

La spending review messa in atto dal Governo di Matteo Renzi è stata un parziale insuccesso. A dirlo è Raffaele Squitieri, presidente della Corte Dei Conti, che all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016 ha fatto un bilancio su questo periodo di tagli e revisione della spesa pubblica.

Il contributo al contenimento della spesa non è più solo riconducibile a effettivi interventi di razionalizzazione e di efficientamento di strutture e servizi, quanto piuttosto a operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività.

Squitieri ha subito esplicitato questo dato di fatto, spiegando che

Dai tagli operati è derivato un progressivo offuscamento delle caratteristiche dei servizi che il cittadino può e deve aspettarsi dall'intervento pubblico cui è chiamato a contribuire. Le difficoltà incontrate dagli interventi successivi di 'revisione della spesa' sono anche imputabili ad una non ottimale costruzione di basi conoscitive sui contenuti, sui meccanismi regolatori e sui vincoli che caratterizzano le diverse categorie di spesa oggetto dei propositi di taglio.

Il presidente della Corte Dei Conti è intervenuto anche sul fronte dei conti pubblici, rivelando che “i margini di flessibilità acquisiti in Europa sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016. Nei prossimi anni i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati. Così si mantiene il profilo discendente del deficit dei conti pubblici, che tuttavia assume una cadenza più rallentata, restando comunque al di sotto della soglia del 3%”.

Sul futuro, invece:

Il profilo programmatico di riequilibrio della finanze pubbliche resta impegnativo. […] I margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero riverlarsi limitati, anche in considerazione dei risultati importanti già conseguiti dopo l’avvio della crisi economica internazionale.

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