Opec: i prezzi del petrolio aumenteranno (ma non ora)

OPEC Secretary-General Abdalla Salem El-Badri attends Organization of the Petroleum Exporting Countries (OPEC) 's 6th International seminar at Hofburg Place on June 3, 2015 in Vienna, prior to Friday's OPEC meeting. AFP PHOTO / JOE KLAMAR        (Photo credit should read JOE KLAMAR/AFP/Getty Images)

I prezzi del petrolio aumenteranno promette l'Opec, il cartello dei maggiori produttori mondiali di greggio, questo è "indubbio" ma "solo a un certo punto". A dirlo oggi è stato il segretario generale dell'organizzazione Abdallah Salem El-Badri, intervenuto alla Ihs CERAweek, la kermesse annuale di Houston sull'energia.

Il cartello dei produttori di recente ha congelato la produzione ai livelli dell'11 gennaio scorso, non facendola aumentare ma nemmeno diminuire, come invece speravano i mercati. L'Opec tiene così alti i livelli produttivi per contrastare la concorrenza dello shale oil prodotto in Usa e Canada.

I prezzi così bassi non possono durare così come non potevano durare i prezzi alti, tutti i produttori stiano soffrendo, non solo i Paesi dell'Opec"

ha proseguito El-Badri secondo cui gli investimenti nel settore devono essere "i semi" per raggiungere prezzi più alti in futuro. Adesso la situazione è però "particolarmente difficile", perché c'è "un problema di produzione in eccesso" che va risolto a livello internazionale e non contando solo sui tagli della produzione (che peraltro non arrivano) del cartello petrolifero.

Sull'accordo di Doha, sottoscritto tra i ministri del petrolio di Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela, che congela la produzione petrolifera, El-Badri esclude che Iran e Iraq siano contrari.

"Anche se Iran e Iraq al momento non partecipano non significa che si oppongano e anzi incoraggiano questa decisione. Per ora aspettano, replicheranno più avanti".

A quando invece il taglio della produzione?

"Il primo passo è il congelamento della produzione. Se avrà successo potremo intervenire con altre azioni in futuro. Quello che so è che c'è una riunione in calendario a giugno. Noi parliamo con l'Unione europea, con i Russi, con i cinesi, con quasi tutti tranne che con gli Stati Uniti. Quello che cerchiamo è un dialogo e l'Opec è disponibile a dialogare"

ha aggiunto il segretario generale del cartello petrolifero che controlla il 40% delle produzione totale di oro nero.

"Il mercato del petrolio è internazionale. Nessuno può aumentare la produzione e aspettare poi che siamo poi noi a tagliare. Per far salire i prezzi occorre guardare al mercato, alla domanda e alle forniture. Quando decidevano di tagliare le quote in passato non c'erano altre forniture. Oggi non è più vero. Ogni aumento di prezzo verrebbe annullato dalla produzione shale immediatamente immessa sul mercato"

ha concluso El-Badri, le cui parole sono riportate dall'Agi.

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