Il nuovo codice degli appalti

nuovo codice appalti

Il nuovo codice degli appalti prende forma. Tra i cambiamenti più rilevanti quello che esclude le gare al massimo ribasso che tante volte hanno messo a serio rischio la qualità dei lavori con conseguenze che possono essere tragiche. La riforma approvata ieri dal consiglio dei ministri contiene diverse novità. Il decreto rivede le norme su appalti, contratti pubblici, servizi, forniture e concessioni all’insegna della semplificazione e della massima sburocratizzazione possibile: da 600 articoli si passerà a 217 come spiegato dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio che parla di

"una svolta per il sistema dei lavori pubblici italiani".

In questo quadro il nuovo codice disporrà di una disciplina autoapplicativa, non prevedendo più regolamenti di esecuzione e attuazione, con l’emanazione di linee guida approvate dal ministero delle Infrastrutture su proposta dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) affidata al magistrato Raffaele Cantone secondo cui si tratta di "una piccola rivoluzione copernicana" nel sistema degli appalti:

"Questa legge non avrà un effetto salvifico ma porta alcune novità, anche nel provare a evitare il rischio di corruzione"

Il nuovo codice disciplina la programmazione, la progettazione e le modalità di affidamento dei lavori secondo criteri improntati a trasparenza, efficacia, correttezza, concorrenza e tempestività, puntando anche a ridurre il ricorso alle varianti in corso d’opera che gonfiano i costi iniziali. All'Anac viene assegnato il compito di predisporre linee guida, bandi e contratti. Per quanto riguarda i rischi per i privati la novità è che lo Stato non sarà più garante in caso di perdite, in soldoni le nuove concessioni saranno caratterizzate dal rischio operativo in capo al concessionario nei casi di mancato ritorno economico.

Cambiano anche le regole sul contenzioso con l’introduzione di un nuovo rito abbreviato in camera di consiglio sull’impugnativa dei motivi di esclusione. Il contraente sarà scelto in base all’offerta economicamente più vantaggiosa, cioè in termini di offerta economica e offerta tecnica, per lasciarsi alle spalle il meccanismo del massimo ribasso.

Per agevolare la concorrenza è stato poi introdotto il documento di gara unico europeo e agevolato il ricorso alle gare elettroniche. Inoltre si adotterà il dibattito pubblico alla francese coinvolgendo enti locali e associazioni per le grandi opere. Anie-Confindustria pur apprezzando il nuovo codice chiede maggiore semplificazione mentre dai sindacati Cisl e Cgil chiedono sia salvaguardata la continuità occupazionale relativamente ai cambi di appalto.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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