Brasile in recessione: la peggiore crisi da 25 anni

Mentre arriva la notizia dell'arresto dell'ex prescindete del Brasile Lula, per presunte tangenti nell'ambito dello scandalo Petrobras, il paese sudamericano deve farei i conti con la peggiore recessione economica da 25 anni a questa parte.

Nel 2015 il Prodotto interno lordo (Pil) è sceso a -3,8%, come comunicato ieri dell'ente naizionale di statistica. Niente che non fosse atteso, ma con i dati ufficiali si capisce meglio quanto sia grave il malato Brasile.

Al tracollo del Pil si aggiunge un'inflazione galoppante, per un caro vita sta falcidiando i cittadini, il livello dei prezzi al consumo è infatti al 10,67%. Una crisi peggiore si è avuta solo nel 1990, quando il Pil calò del 4,3%.

L'economia del paese è stata colpita soprattutto dalle perdite del comparto minerario, la cui produzione è calata del 6,6% nel 2015, scontando il crollo delle materie prime che hanno zavorrato il settore industriale (-6,2%).

La più grande economia Sudamericana ha pagato pesantemente oltre al forte calo dei prezzi delle materie prime, il deprezzamento della valuta e un rallentamento della domanda dalla Cina. E secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale per il 2016 non è prevista nessuna inversione del trend, sarà ancora recessione, il Pil calerebbe infatti del 3,5%.

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