La Cina taglia le stime di crescita e aumenta il deficit

La Cina rallenta la crescita

Il premier cinese Li Keqiang ha aperto oggi il Congresso nazionale del popolo (il Parlamento cinese) annunciando una revisione delle stime di crescita per il 2016 e un aumento del deficit. In particolare nel bilancio previsionale del governo la stima di crescita è del 6,5% mentre il 2015 si era chiuso al +6,9%, il tasso più basso degli ultimi 25 anni. Inoltre per il 2016 si stima un deficit di 2.180 miliardi di yuan che equivalgono al 3% del Pil, in aumento dunque rispetto l 2,3% del 2015 e al massimo livello da decenni.

Dal punto di vista del controllo della spesa il 3% viene visto come un segnale d’allarme, anche se nei giorni scorsi si era parlato addirittura del 4% per poter coprire i costi della ristrutturazione economica e aiutare la crescita.
In discussione oggi al Parlamento cinese c’è il tredicesimo Piano quinquennale e nel suo discorso di apertura Li Keqiang ha detto che lo sviluppo della Cina deve affrontare ostacoli sempre maggiori ed è dunque bene prepararsi a una dura battaglia.

Nel 2016 la Cina sosterrà una spesa per la difesa di 954,3 miliardi di yuan, +7,6% rispetto al 2015, un incremento minore rispetto agli ultimi sei anni, a causa del rallentamento dell’economia.
Per quanto riguarda l’ambiente, sappiamo benissimo che la Cina ha gravi problemi dal punto di vista dell’inquinamento e il governo vuole fissare un tetto di consumo di carbone a 5 miliardi di tonnellate entro il 2020, introducendo anche degli obiettivi di contenimento dei consumi di acqua.

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