Cgia di Mestre: “Quantitative Easing un flop. -15 mld di prestiti alle aziende”

Le imprese più colpite sono quelle del Veneto e del Lazio.

Flop Quantitative Easing

La Cgia di Mestre ha stilato un primo bilancio del Quantitative Easing, l’operazione avviata un anno fa, il 9 marzo 2015, dalla Banca Centrale Europea. Ebbene, fino al 31 gennaio 2016 l’EuroTower ha acquistato 87 miliardi di titoli pubblici italiani, ma l’inflazione è a zero e le imprese sono penalizzate perché hanno registrato un calo dei prestiti di 15 miliardi di euro e le aziende più colpite sono state quelle del Veneto con un calo del 3,4%, del Lazio con un -4,6%, poi la Calabria con un -3,3% e la Basilicata on un -3,0%. Ricordiamo che l’obiettivo del QE è quello di riportare il tasso di inflazione al 2% e di dare un po’ di respiro all’economia.

In totale la Bce ha comprato più di 713 miliardi di euro di titoli, quasi 600 miliardi nel settore pubblico, ma il livello medio dei prezzi nell’Eurozona è salito dello 0,1% appena mentre i prestiti alle società non finanziarie sono calati dello 0,7%.

L’inflazione prossima allo zero non riguarda solo l’Italia, ma anche Paesi per i quali ci sono previsioni di crescita più favorevoli per il biennio 2016-2017 e cioè la Germania e la Francia, che hanno rispettivamente un tasso di inflazione dello 0,2% e dello 0,1%.

In Italia in dodici mesi l’inflazione è salita appena dello 0,2%m mentre i prestiti alle società non finanziarie hanno registrato un calo del 2,3% che è pari a una contrazione di 15 miliardi di euro, come abbiamo detto qui sopra.

Il coordinatore della Cgia Paolo Zabeo spiega:

“L'acquisto di titoli del debito pubblico dei paesi dell'Euro ha contribuito a garantire una certa stabilità finanziaria ma è evidente come questa grossa iniezione di liquidità non stia raggiungendo i risultati sperati tant'è che l'inflazione è ferma, i prestiti alle imprese non ripartono e la crescita economica non trova lo slancio che servirebbe, creando preoccupazione negli operatori e riducendo la fiducia delle imprese”

La domanda di finanziamenti da parte delle imprese nel 2015 è aumentata del 4,5% rispetto al 2014, ma il credito alle aziende stenta a ripartire. In particolare le imprese italiane subiscono ancora la morsa del credit crunch, anche se si cominciano a registrare dei cambi di tendenza in particolare in Campania con il +0,2%, in Abruzzo con il +0,5%m in Trentino Alto Adige con il +2,1%, in Sardegna con il +2,9% e in Friuli Venezia Giulia con il +3,5%.

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