Rimborsi obbligazionisti banche fallite: i tempi si allungano

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Si allungano i tempi per i rimborsi agli obbligazionisti subordinati che hanno perso i loro risparmi “grazie” al salvataggio per decreto di quattro banche fallite (Etruria, Cariferrara, Banca Marche e Carichieti) con l’applicazione del bail in, il salvataggio interno, a carico dei clienti.

Secondo l'Adnkronos le regole per i rimborsi agli obbligazionisti truffati dalle banche in questione potrebbero arrivare anche dopo le elezioni amministrative, si vorrebbe prendere ancora tempo per comprendere tutta la platea dei clienti non opportunamente informati dagli istituti sui rischi dei prodotti acquistati, mentre la legge di Stabilità fissava la al 30 marzo la data di scadenza per un decreto ministeriale e un dpcm sugli indennizzi.

Palazzo Chigi starebbe ora studiando di varare una norma primaria, per dare un segnale di maggiore attenzione, ma nel governo c’è chi crede sia necessario emettere almeno un provvedimento di indirizzo entro il 30 marzo. Estendere la platea dei beneficiari fino al 100% degli obbligazionisti subordinati truffati dalle 4 banche abbisognerebbe di un aumento delle risorse del fondo ad hoc previsto dalla manovra 2016, pari a 100 milioni.

Il ritardo sugli indennizzi non sarebbe quindi ascrivibile a problemi tecnici legati agli arbitrati, che saranno gestiti dall’Anac di Cantone, come sostenuto anche dal commissario UE alla Concorrenza Margrethe Vestager che ha risposto un'interrogazione del vicepresidente del parlamento europeo Antonio Tajani. In casi specifici, ha scritto Vestager, è possibile per uno Stato Ue:

"decidere di porre in essere un meccanismo di arbitrato affinché gli obbligazionisti possano chiedere un risarcimento per la potenziale vendita impropria di obbligazioni. Tale risarcimento dovrebbe essere pagato in primo luogo dalla banca che ha praticato tali vendite improprie".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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