Giornalisti del Corriere della Sera lanciano l’appello: “Compriamo azioni Rcs”

In seguito all’uscita di scena degli Agnelli alcune note firme del Corsera trovano una soluzione originale.

Giornalisti Corriere della Sera acquisto azioni RCS

Un’occasione da non perdere: così un gruppo di noti giornalisti del Corriere della Sera presenta la propria idea di comprare azioni Rcs dopo l’uscita di scena della famiglia Agnelli. In una lettera firmata, tra gli altri, da Aldo Azzurro, Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Massimo Franco, Beppe Severgnini, Pierluigi Battista, Francesco Verderame, Claudio Magris e Fiorenza Sarzanini, si legge infatti:

“Cari colleghi, la situazione del tutto inedita in cui si trova oggi la casa editrice del Corriere è tale da richiedere un segno anche da parte nostra. E paradossalmente l'annuncio del disimpegno di un azionista importante dal capitale di Rcs ci potrebbe offrire un'occasione da non perdere”

L’“azionista importante” è ovviamente la famiglia Agnelli. Poi i giornalisti continuano ricordando quanto messo in evidenza dal comitato di redazione, che è il sindacato interno del giornale:

“Ha fatto bene il Cdr a ricordare i gravissimi errori commessi nella gestione dell'azienda in questi anni. La redazione è già impegnata in un lavoro molto duro e del tutto nuovo, proprio in un momento in cui i compensi si riducono. Ma proprio perché abbiamo a cuore il nostro giornale e il nostro mestiere, crediamo sia il momento di dare una prova ulteriore di coraggio e di responsabilità. L’intera società capitalizza oggi circa 300 milioni: poco più di un bel palazzo nel centro di Roma e di Milano (venduto a prezzi di mercato, non svenduto). Se noi giornalisti del Corriere trovassimo il modo di acquistare un pacchetto di azioni potremmo aspirare ad avere voce in capitolo, esercitando soprattutto un ruolo prezioso di garanzia e di controllo”

Acquistando azioni del gruppo di cui sono dipendenti i giornalisti ritengono di poter dare

“un messaggio chiaro e inequivocabile del nostro impegno a difendere la leadership del Corriere vincendo le nuove sfide che ci troviamo di fronte, a maggior ragione dopo che la fusione fra Repubblica e Stampa è destinata a modificare radicalmente lo scenario editoriale italiano. E non è affatto detto che siano soldi buttati via, potrebbe essere un buon investimento sul nostro futuro”

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