Conti correnti al setaccio del Fisco da domani

banche fallite paga il cliente

Aggiornamento ore 12:50 - Con la fine del segreto bancario il fisco italiano "non ha più alcun alibi sull'evasione" fiscale, dato che tra controlli finanziari, studi di settore, Pos e altro sono attivi 12 strumenti, ricorda la Cgia di Mestre. Le banche e gli intermediari finanziari "dovranno comunicare all’Amministrazione finanziaria i dati relativi al 2015 dei saldi e delle informazioni sulle movimentazioni dei conti correnti e dei rapporti finanziari, aggiornando così il poderoso archivio del fisco, Integrando quest'ultimo strumento al pacchetto di misure messe a disposizione in questi ultimi anni, la nostra Amministrazione finanziaria è nelle condizioni di non poter più sollevare alcun alibi" afferma l'associazione artigiana mestrina.

Da domani 31 marzo 2016 l’occhio attento dell’Agenzia delle entrate passerà al setaccio i nostri conti correnti. A far data da domani infatti l'Anagrafe dei rapporti finanziari conterrà tutti i saldi, le giacenze medie e i movimenti bancari dei cittadini comunicati da poste, banche e operatori finanziari, come ricorda il sito dello Studio Cataldi.

Non solo conti correnti però. Le lente d’ingrandimento del Fisco si soffermerà anche su cassette di sicurezza, sul possesso di oro e metalli preziosi, sulle richieste di assegni per contanti e bonifici, cambi di valuta, cambi di assegni e richieste di assegni per contanti e bonifici.

Movimentazioni e posizioni finanziarie, oggetto dei controlli, riferibili al 2015 mentre i dati del periodo 2011/2014, sono stati raccolti retroattivamente ed erano già stati controllati dell'Agenzia delle Entrate.

In realtà è dal 2012 che banche e altri operatori finanziari hanno l'obbligo di trasmettere all'Agenzia delle entrate i saldi di fine anno dei loro clienti ma con la legge di stabilità 2016 il meccanismo di controllo è stato rafforzato ed esteso.

Cosa succede ai contribuenti che finiranno sotto indagine del Fisco? Questi saranno avvisati dall’amministrazione finanziaria, con un giudice tributario che dovrà emettere sentenza in caso di contenzioso.

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