Contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro "irrealizzabile"

pensione anticipata 2016

Nessun contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro. A Il Messaggero uno dei vice ministri dell'Economia, Enrico Zanetti, rimanda la mittente, il presidente Inps Tito Boeri, la proposta di intervenire sulle pensioni elevate per sbloccare risorse a favore dei giovani. Circa 500.000 italiani saranno pure in pensione da quasi 40 anni ma il sacrificio di solidarietà richiesto ai pensionati che percepiscono assegni alti sarebbe semplicemente "irrealizzabile" secondo Zanetti.

In Italia in tutti questi anni in materia di pensioni ci sono state sperequazioni, che hanno generato malessere e conflitto sociale. Penso alle famose baby-pensioni. Per cui potrebbe essere giusto in astratto rimediare con un contributo di solidarietà, non calcolato sull'importo ma sullo squilibrio tra assegni percepiti e contributi versati.

Il vice di Padoan prosegue dicendo:

il fatto è che lo stesso Inps ci avverte che il ricalcolo contributivo delle pensioni non è possibile, perché mancano molti dati. Allora il parametro diventerebbe non lo squilibrio ma il solo numero di anni di contribuzione. Però moltissime delle pensioni con pochi contributi sono di importo basso: questa misura produrrebbe un gettito misero, seminando allo stesso tempo incertezza e paura tra i pensionati.

Per il viceminsistro esistono due tipi di approccio:

c'è chi vorrebbe smantellare la riforma Fornero, dimenticando tra l'altro che quello del governo Monti è solo l'ultimo di una serie di interventi, approvati anche dal centro-destra. I sostenitori di questa tesi dovrebbero spiegare dove prendere i 30 miliardi di risparmi delle varie riforme, certificati dalla Corte dei Conti, che verrebbero meno: se da nuove tasse, oppure da tagli alla sanità o agli investimenti. Con loro non si può nemmeno discutere. Altra cosa è prendere in considerazione le esigenze di chi vorrebbe andare in pensione un po' prima, in un contesto di sostenibilità del sistema. E' un approccio ragionevole, ma anche in questo caso bisogna avere il coraggio di fissare delle priorità.

Giustificazioni di carattere tecnico a parte sembra che allo stato dei fatti manchi nel governo anche la volontà politica di intervenire sulla materia, in un senso come nell'altro.

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