Tobix Tax fino a 100 euro sui derivati non relativi ad azioni

Aggiornamento - È stata portata da 100 a 200 euro la Tobin Tax massima da applicare sui derivati con valore nozionale superiore a un milione di euro dal primo luglio 2013. Così prevede l’ultima tabella allegata all’emendamento sulla TTF presentato dal governo alla legge di stabilità.

17.07 - Il governo calibra la tassazione sui derivati. La Tobin Tax su tali prodotti finanziari sarà applicabile dal primo luglio 2013 e potrà arrivare fino a un massimo di 100 euro per i derivati non quotati sui mercati regolamentati (Over the counter). Sempre secondo il provvedimento per le operazioni effettuate sui mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione l'imposta fissa sarà invece ridotta a un quinto. Lo prevede la tabella allegata all'emendamento del Governo sulla TTF presentato oggi in commissione Bilancio del Senato alla Legge di stabilità. L'imposta sarà applicata:

in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto.

L’ammontare della Tobin Tax, in base alla tipologia di derivato e al valore nozionale, è riportato nella tabella secondo cui con un nozionale maggiore a un milione di euro, la tassazione può arrivare a 100 euro per specifici tipi di contratti come fututes warrants, covered warrants, certificates, contratti di opzione su azioni, swaps su azioni. Con un nozionale fino a 2500 euro per questa categoria di contratti l’imposta da pagare sarà di 12,5 centesimi. Per i contratti derivati non riguardanti azioni la Tobin Tax potrà arrivare fino a un massimo di 20 euro per contratti con valore nozionale oltre un milione.

Tobin Tax annacquata: le banche possono esultare


Le banche, dopo il pressing messo in atto in queste settimane, possono tirare un sospiro di sollievo. Dall’agognata tassazione che doveva riguardare tutte le transazioni finanziarie, almeno secondo un ordine del giorno approvato a Montecitorio, saranno esclusi i derivati, a parte quelli azionari comunque fortemente minoritari.

I derivati sono titoli il cui valore dipende da altre variabili, tra i prodotti finanziari più rischiosi sul mercato, per i quali è più difficile valutare se conviene o meno investire, a meno di non essere dei veri e proprio esperti del settore. Secondo questa nuova impostazione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF), un po’ sul non indovinatissimo modello francese, saranno gli investitori privati a pagare di più, a tutto favore delle banche.

Non è un segreto che il governo punti a incentivare l’acquisto di titoli di stato dove non è prevista l’applicazione della Tobin Tax e tutt’al più delle obbligazioni emesse dalle banche stesse, anche qui senza tassa sulle transazioni finanziarie. L'esecutivo si appresterebbe quindi a presentare un emendamento alla legge di stabilità, da inserire entro il 18 dicembre, con cui ridisegnerà la disciplina della Tobix Tax. L'aliquota sarà dello 0,2% sui trasferimenti di azioni, Adr e sulla conversione di obbligazioni nei mercati non regolamentati.

Su quelli regolamentati o sui mercati con un sistema multilaterale la tassa verrà dimezzata allo 0,1% e sarà allo 0,12% per il solo 2013. Rimarranno esclusi i titoli di società con una capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro, i titoli delle società sulle loro controllate, i trasferimenti dei market maker, dei fondi pensione, delle casse di previdenza.

Le operazioni effettuate ogni mezzo secondo, o ad alta frequenza, rischiose per la stabilità dei mercati, saranno tassate per lo 0, 2% sul controvalore degli ordini non portati al termine e sarà sottoposto a tassazione solo l’acquirente. Se si tratta di derivati in cui ciascuna delle parti sarà colpita pagherà una cifra fissa sia chi vende che chi compra.

Proprio ieri l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo con larga maggioranza ha detto sì alla Tobin Tax nell'ambito della cooperazione rafforzata tra 11 paesi che hanno voluto adottarla. Ora tocca alla Commissione presentare la proposta legislativa per definire i dettagli della TTF prima del vaglio co-decisionale di Consiglio e Parlamento europeo. Oltre al nostro Paese hanno aderito all'iniziativa Austria, Belgio, Estonia, Francia, Grecia, Germania, Portogallo, Spagna, Slovacchia e Slovenia.

Foto © Getty Images

  • shares
  • +1
  • Mail