Approvato il Def dal Cdm: chiesti altri 11 miliardi di flessibilità alla Ue

ROME, ITALY - FEBRUARY 24:  Italian Prime Minister Matteo Renzi (L) and Minister of Economy and Finance Pier Carlo Padoan attend a debate ahead of a confidence vote on Renzi's coalition government at the Italian Senate Palazzo Madama on February 24, 2014 in Rome, Italy. Renzi, 39, is the youngest prime minister in the country's history.  (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

Mentre il Governo Renzi vive momenti di difficoltà dovuti al caso Guidi e all'inchiesta di Potenza, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Def, il Documento di economia e finanza. Il testo prevede l'andamento economico del nostro paese, gli obiettivi di finanza pubblica e le riforme in cantiere.

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha detto in conferenza stampa che la previsione del Pil per il 2016 è stata portata all'1,2% (nel settembre scorso era stimata intorno al +1,6%). Per gli anni a seguire si indica ora un +1,4% per il 2017 (in precedenza era l'1,6%) e un +1,5% per il 2018. "La crescita c'è, la trainano i consumi delle famiglie e gli investimenti sia pubblici che privati", ha dichiarato Padoan, nonostante le stime riviste a ribasso.

Per quanto concerne il deficit, il governo indica un indebitamento al 2,3% del Prodotto. Ovvero a metà tra il 2,2% indicato in autunno e il 2,4% che si raggiungerebbe occupando tutto lo spazio relativo alla nota "clausola di flessibilità" per i migranti (di circa 3 miliardi). Questa stima sembra un tentativo di voler venire incontro alle esigenze della Commissione Europea.

Ma le frizioni con l'Unione Europea potrebbero essere altre. Il documento chiede maggiore flessibilità per il 2017. Nel testo, infatti, viene indicato un rapporto deficit-Pil pari all'1,8%. Per Padoan "è compatibile con la flessibilità prevista dall'Europa e le circostanze straordinarie che riguardano la crescita più bassa a livello globale e l'inflazione".

In sostanza, l'Italia chiede una flessibilità alla Ue di 11 miliardi di spese possibili in più. A questi si aggiungono 16 miliardi richiesti nella Legge di Stabilità 2016.

A chi ha fatto notare in conferenza stampa che il vicepresidente della Commissione, Jyrki Katainen, ha già detto che l'Italia è il paese che ha ottenuto di più in termini di flessibilità, Padoan ha replicato piccato: : “Il vicepresidente della Commissione che si occupa di queste cose è Valdis Dombrovskis [...] L’Italia è più in regola di altri paesi per ottenere la flessibilità. I paesi nel cosiddetto ‘braccio correttivo' tipo la Francia non possono usare la flessibilità perché la loro finanza non è come la nostra. L’Italia non è ingorda ma in regola”.

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