Taglio pensioni di reversibilità nel DEF? Il governo: errore tecnico

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Le pensioni di reversibilità non si toccano. Dopo che ieri il ministro del lavoro Giuliano Poletti aveva parlato di un "errore tecnico" contenuto nel DEF (Documento di Economia e Finanza), oggi è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini a ribadire: nessun intervento sugli assegni di reversibilità.

Il giallo: "Non c'è mai stata la volontà di intervenire sulle pensioni di reversibilità" ha assicurato il sottosegretario Nannicini, una precisazione evidentemente giudicata doverosa da Palazzo Chigi, con il governo che in questa fase ha già altre grane a cui pensare: dall'inchiesta Tempa Rossa e relativa mozione di sfiducia fino al referendum sulle trivelle e le amministrative ormai alle porte. Nannicini durante un convegno ha aggiunto che:

"c'è un percorso aperto e il governo interverrà per chiarire. C'è stato un equivoco nato da una frase generica. C'è una volontà comune di governo, forze politiche e Parlamento di evitare equivoci e strumentalizzazioni"

Come ricorda ItaliaOggi, a febbraio i sindacati avevano scoperto che in uno dei decreti della delega legislativa sulla povertà era stata inserita una norma per il taglio delle pensioni di reversibilità, cioè quelle spettanti al coniuge o agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che ha versato i contributi.

Il premier aveva dovuto chiamare la ritirata ma ieri il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha denunciato un nuovo riferimento al taglio della prestazione di reversibilità nel Documento di Economia e Finanza appena licenziato dal governo.

Giuliano Poletti già in serata aveva dovuto ammettere che si era trattato di "un errore tecnico", dicendo che l'esecutivo correggerà il testo delle delega legislativa sulla povertà a scanso di ogni equivoco sulle pensioni di reversibilità.

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