Avvocati: nuove regole per rimanere nell’Albo, almeno 5 cause all'anno

Per gli avvocati servono almeno 5 cause all’anno altrimenti si viene "cacciati" dall'albo. Così secondo il regolamento del Ministero della Giustizia, attuativo della legge forense (D.M. 47/2016), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in questi giorni e in vigore dal prossimo 22 aprile, come riporta il sito dello Studio Cataldi.

Sono altre cinque le nuove regole stabilite dal ministero della Giustizia che servono a dimostrare l'esercizio della professione forense in modo "effettivo, continuativo, abituale e prevalente". L’avvocato deve possedere una partita Iva, una pec, avere in uso locali e utenza telefonica dedicati, aver assolto l'obbligo di aggiornamento professionale, e come detto e dimostrare di aver trattato almeno cinque cause per ciascun anno, a pena di cancellazione (non definitiva) dall'Albo. Un altro requisito, quello della polizza assicurativa, è per ora sospeso in attesa dell'emanazione del Decreto giustizia.

I 5 incarichi possono derivare da conferimenti di altro professionista e possono essere sia di natura giudiziale sia stragiudiziale, consulenza, pareri e così via. A controllare l’esistenza di questo e degli altri requisiti sarà il Consiglio dell'Ordine che ogni tre anni farà le sue verifiche garantendo il contraddittorio.

Senza cinque affari annuali la pena per gli avvocati è la peggiore tra tutti i requisiti mancanti perché comporta la cancellazione dall’albo a differenza degli altri casi in cui la reiscrizione consegue alla dimostrazione del possesso dei requisiti richiesti. Se il legale non ha trattato i minimo dei 5 giudizi previsti dalle nuove norme anche una volta che ha raggiunto tale soglia, non potrà essere iscritto nuovamente all'albo "prima che siano decorsi 12 mesi da quando la delibera di cancellazione è divenuta esecutiva".

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