Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto

L'organo giuridico rinvia il decreto al governo perchè "manca la definizione di apparecchio TV". Ma il governo resta ottimista

Canone RAI 2016

Non si tratta propriamente di una bocciatura, anche se la battuta d'arresto al decreto governativo che prevede di inserire il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica potrebbe rendere più complicata la sua applicazione, prevista tra poche settimane: ieri il Consiglio di Stato, che per legge deve dare un parere su questo atto prima che sia promulgato, ha evidenziato due carenze nel testo inviando il testo al ministero che dovrà correggerlo.

Secondo i giudici il decreto, scritto dal ministero dello Sviluppo Economico, non offre una "definizione di apparecchio tv" e non precisa che il canone si versa una volta sola, anche se abbiamo più televisori in casa. Secondo il Consiglio di Stato la legge deve prevedere il pagamento del canone soltanto se si possiede un tv che riceve i programmi in modo diretto "oppure attraverso il decoder" e vanno quindi esentati smartphone o un tablet, anche se riescono a intercettare il segnale televisivo. Inoltre la riscossione del nuovo canone pone un problema di privacy, scrivono i giudici, vista l'elevata mole di dati che si scambieranno gli enti coinvolti (Anagrafe tributaria, Autorità per l'energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell'interno, Comuni e società private).

Secondo il Codacons i dubbi del Consiglio confermerebbero quelli espressi proprio sulla legittimità del canone Rai in bolletta:

"Come conseguenza del parere del Consiglio di Stato, non sarà possibile inserire il canone in bolletta, almeno fino a che non saranno superate le pesanti criticità rilevate [...] Il Governo deve ora sospendere il decreto e apportare tutte le correzioni richieste dai giudici. L’unica cosa certa in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale, motivo per cui il Governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento"

hd dichiarato all'AdnKronos Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Diverso invece il parere del governo, espresso per bocca del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli:

"Siamo di fronte a un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti peraltro nella prassi dei pareri del Consiglio stesso. Già in aula alla Camera il 6 aprile scorso avevo annunciato l'intenzione del governo di procedere ad una definizione di apparecchio tv più esplicita e meno tecnica. [...] Avevo dato notizia anche di una capillare campagna di comunicazione e di una proroga al 15 maggio del termine per la comunicazione alla Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione. [...] Anche sulla privacy il testo è all'attenzione del Garante e lavoriamo insieme con spirito costruttivo perché la questione è delicata e importante".

Insomma, il testo va rivisto e modificato e questo potrebbe creare un ritardo nella sua applicazione, e nella deadline imposta da Renzi. Infatti mancano ormai poche settimane alla prima bolletta elettrica con dentro l'imposta della tv, quella di luglio.

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