Debito di 1,13 euro con Equitalia: bloccata azienda

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Dopo aver pagato un debito da 20mila euro che aveva con Equitalia, per un altro euro e 13 centesimi ha visto la sua azienda praticamente bloccata. È accaduto a Giampaolo Fassa, imprenditore edile del trevigiano, che per 1,13 euro insoluti è stato messo ella "lista nera" dei cattivi pagatori non riuscendo poi a saldare una fornitura di fibra di carbonio del valore totale di 26mila euro.

"Sono rimasto sbigottito quando mi hanno detto che dai computer risultava che ero nella lista dei cattivi pagatori. Allora sono andato subito da Equitalia a chiedere spiegazioni" ha detto l’uomo a Il Giornale. Sette anni fa Fassa aveva ricevuto un'ingiunzione di pagamento per aver violato le norme del codice della strada, per 20mila euro. "Avevo una serie di multe per la violazione delle norme sul traffico stradale che in effetti non avevo mai pagato" ammette l'uomo.

L'imprenditore, secondo quanto raccontato dal quotidiano, si era messo d’accordo con Equitalia per pagare il tutto in 72 rate mensili, pagamenti terminati il 10 agosto 2015. A garanzia del credito gli era stata trascritta un'ipoteca sulla casa. "Ho finito di pagare tutto dice come mi era stato richiesto e credevo che una volta conclusi i pagamenti, la storia in automatico finisse lì".

Invece dopo un anno è uscito fuori questo credito residuo di un euro e 13 centesimi, di cui un euro e un centesimo sono di interessi di mora. Fassa ha pagato quanto richiesto direttamente negli uffici Equitalia ma poi ha preso un avvocato per chiedere il risarcimento per danni all'immagine. Il materiale che serve alla sua azienda non è ancora in sede, il suo appartamento resta ipotecato. A quanto pare la cancellazione del suo nome dall'elenco dei cattivi pagatori richiede ancora tempo nonostante lui abbia chiesto la procedura d’urgenza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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