Pensione anticipata: 7 ipotesi sulla flessibilità in uscita

Italian Labour minister Maurizio Sacconi

Ultime notizie dal fronte pensioni. Il tema della flessibilità in uscita dal mercato del lavoro resta caldo e il giorno dopo l'intervento del presidente Inps Boeri, che ha parlato di intere generazioni a rischio per il futuro prossimo, oggi è Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato ed ex ministro del lavoro nel Berlusconi quater, e lanciare nuove proposte.

Sul blog dell'Associazione "Amici di Marco Biagi", il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse nel 2002, Sacconi lancia sette ipotesi per la pensione anticipata che riportiamo:

1) in alternativa al part-time appena varato, uno stato di attesa della pensione di 3/4 anni in cui datore di lavoro e Stato garantiscono congiuntamente l'ultimo reddito e i versamenti contributivi;

2) il pensionamento anticipato con penalizzazioni inversamente proporzionali agli anni di versamento contributivo;

3) l'anticipo dell'età di pensione delle donne in proporzione ai figli;

4) il recupero dei periodi di studio secondo il metodo contributivo e versamenti conseguentemente flessibili;

5) la possibilità incentivata di versamenti volontari del lavoratore e del datore di lavoro anche oltre il rapporto di lavoro stesso per periodi non lavorati;

6) l'impiego flessibile dei fondi di solidarietà e dei fondi di previdenza complementare per prestazioni anticipate e per versamenti in favore della previdenza obbligatoria;

7) il congiungimento o il cumulo non oneroso di tutti i versamenti contributivi presso tutte le gestioni.

Intanto sull'allarme lanciato ieri dal presidente Inps che ha ricordato tra l'latro come i giovani nati nel 1980 dovranno lavorarefino a 75 anni, prende posizione la leader Cgil Susanna Camuso.

Alla sindacalista quanto detto da Boeri non è piaciuto affatto:

"è irragionevole, rischia di sembrare un annuncio e non una criticità da affrontare. Rischia inoltre di passare un messaggio pericoloso di sfiducia ai giovani con molti che reagiscono dicendo allora non pago più i contributi. Noi abbiamo aperto la vertenza sulle pensioni proprio per evitare questa situazione questo è un sistema ingiusto che scarica la disoccupazione sulle spalle dei singoli e si basa sull'aspettativa di vita".

E ancora:

"Vedere ogni singolo aspetto come un costo impedisce una riforma complessiva del sistema che preveda investimenti che non sono costi. Bisogna ricostruire il sistema per i giovani, superare la differenza tra tutelati e non"

ha concluso Camusso a margine dell'assemblea dei lavoratori con disabilità durante la giornata sulla carta dei diritti del lavoro della Cgil.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail