TFR, se il capo non paga ci pensa l'Inps

lavor domenica corte di cassazione


Se il capo non paga il Tfr (Trattamento di fine rapporto) il lavoratore può ottenere la ottenere la liquidazione direttamente dall'Inps

. Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione per provare l'insolvenza del datore di lavoro non soggetto a procedure concorsuali, scrive il sito dello Studio Cataldi, bastano l'esistenza e la consistenza del credito risultanti da un titolo anche giudiziale e l'insufficienza del patrimonio ereditario.

A precisarlo è più in dettaglio la sentenza 8072/2016 della suprema corte, il cui giudizio si era reso necessario dopo l'esposto di alcune dipendenti di una società in accomandita semplice che avevano fatto causa contro il fondo di garanzia dell'Inps per il pagamento del Tfr e degli ultimi stipendi dovuti e non pagati dopo la fine del rapporto di lavoro.

In caso di insolvenza del datore di lavoro non soggetto alle disposizioni della legge fallimentare qualora il lavoratore agisca, ai sensi dell'art. 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, nei confronti del fondo di garanzia per ottenere il pagamento del trattamento di fine rapporto gravante sull'eredità giacente, presupposto per l'obbligo di intervento del fondo sono a) l'esistenza e la consistenza del credito risultante da un titolo anche giudiziale, che il lavoratore ha l'onere di precostituire, e b) l'insufficienza del patrimonio ereditario, che può considerarsi provata, oltre che con l'esperimento infruttuoso dell'esecuzione o con lo stato di graduazione dei crediti predisposto dal curatore dell'eredità giacente, anche con la dichiarazione del curatore dell'insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore e dell'impossibilità di procedere alla liquidazione concorsuale per incapienza dell'attivo

si legge nella sentenza.

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