Canone Rai in bolletta: ok del Consiglio di Stato. Ma intanto scoppia caso corruzione

Canone RAI in bolletta esenzione

Il Consiglio di Stato ha dato il suo assenso al canone Rai in bolletta, dopo che il provvedimento era stato bloccato il mese scorso. Sono stati, dunque, superati i rilievi mossi in precedenza e chiariti anche gli aspetti inerenti alle compensazioni economiche per le imprese elettriche concessionarie della riscossione. Tuttavia, rimangono delle "zone opache" nel provvedimento, proprio mentre fa discutere un caso corruzione scoppiato a Viale Mazzini. Il gip di Roma ha sospeso oggi due funzionari accusati di aver intascato mazzette per gli appalti sulla fornitura delle luci per alcune trasmissioni. Tra queste, c'è anche Sanremo 2013.

Da luglio, il canone sarà incluso nella bolletta elettrica. Il ministero dello Sviluppo Economico, però, recepisce solo in parte i suggerimenti che il Consiglio di Stato gli ha indirizzato il 7 aprile scorso. Non c'è, infatti, nel decreto una definizione rigida di cosa sia un apparecchio tv e non ci saranno correttivi. Non pagheranno quindi la tassa i possessori di tablet, smartphone e computer, ma intanto il governo si tiene le mani libere, visto che una norma "ingessata" rischia di non rispondere alle costanti novità tecnologiche offerte dal mercato.

Il ministero rifiuta, poi, di evidenziare nel decreto che il canone si paga una volta sola, anche se abbiamo più televisori in casa. Per il ministero, il versamento unico è già deducibile dalla Legge di Stabilità del 2016, che ha statuito la novità del canone in bolletta.

Per quanto riguarda il caso corruzione, oggi il gip Pier Luigi Balestrieri, ha decsio di sospendere i funzionari Rai Maurizio Ciarnò e Stefano Montesi. Stop temporaneo anche per Ivan Pierri, già direttore della fotografia della tv di Stato.

Le sospensioni nascono dagli sviluppi dell'inchiesta per corruzione che ha investito la Rai. E' emerso l'affidamento di appalti, dietro pagamento di tangenti, per la fornitura di apparecchiature tecniche a società dell'imprenditore David Biancifiori (arrestato il 14 dicembre 2015). La Rai si era già peritata di sospendere i funzionari.

I reati di cui sono accusati gli indagati a vario titolo sono quelli di corruzione e di turbata libertà degli incanti. Dall'inchiesta della procura di Roma è emerso un "vero e proprio sistema corruttivo" nella fornitura dei servizi di luci per la produzione di trasmissioni televisive, tra le quali il Festival di Sanremo 2013. Pare che solo chi pagava mazzette ai funzionari poteva ottenere gli appalti.

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