Contraffazione alimentare: all'estero falsi 2 prodotti "made in Italy" su 3

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Due prodotti alimentari su tre spacciati e venduti nei supermercati esteri come italiani non hanno niente a che fare con con la realtà produttiva nazionale. In un parola sono contraffatti. Coldiretti in occasione della mobilitazione in difesa del made in Italy degli agricoltori italiani manifesta oggi con i trattori al Paladozza di Bologna. L’Emilia Romagna è la regione che detiene il primato della qualità per il maggior numero di prodotti a denominazione di origine riconosciute dall’Ue.

Dai Kapeleti e Mortadela venduti in Slovenia al Parmezali rumeno, dalla Milaneza pasta portoghese fino al Carpaccio formaggio olandese, è vasto l’elenco delle fantasiose imitazioni dei prodotti italiani. Nel suo dossier Coldiretti, che ha collaborato alla task force del Nas carabinieri che si occupa della contraffazione alimentare, il fenomeno dell'italian sounding è trasversale e così radicato che non ci si preoccupa nemmeno più di mantenere il nome originale della specialità made in Italy copiata.

Così gli spaghetti a seconda del Paese e del produttore imitatore, diventando Spageti in Slovenia, Spaghete in Romania e Spagheroni in Olanda. Oppure la parola spaghetti resta ma abbinata a parole che richiamano specialità inesistenti in Italia come "Bolognese". E ancora i “Maccheroni” che diventano Makaroni sugli scaffali dei supermercati britannici e ungheresi, o Macarone e Macaroni in Romania e Bulgaria. Altrettanto diffusa e in forte crescita è la contraffazione del nostro Prosecco sui mercati internazionali.

"In una fase di stagnazione dei consumi nazionali, il mercato estero in crescita è diventato fondamentale per l'agroalimentare nazionale, tanto da rappresentare circa 1/3 del fatturato complessivo, ma in alcuni settori, come ad esempio il vino, le vendite fuori dai confini sono addirittura arrivate a superare quelle interne, l’ormai improrogabile necessità di estendere e potenziare le azioni di vigilanza, tutela e valorizzazione del vero made in Italy all’estero negli scaffali dei supermercati e sulle tavole dei ristoranti dove possiamo contare su una estesa rete di chef da primato a livello internazionale"

commenta il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

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