Borsa: "stop alla quotazione della Banca popolare di Vicenza"

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E' saltata la quotazione in borsa per la Banca popolare di Vicenza. L'istituto di credito avrebbe dovuto esordire mercoledì 4 maggio a Piazza Affari, dopo un aumento di capitale fino a 1,75 miliardi di euro.

A dare la notizia è stata Borsa italiana attraverso una nota. Ivi, viene precisato che "non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato". A complicare le cose sono state le adesioni minime dei sottoscrittori all'aumento di capitale sopracitato. Successivamente è intervenuto il Fondo Atlante, che venerdì aveva assunto l'impegno di esercitare la clausola di sub garanzia. In questo modo sarebbe diventato azionista a oltre il 92% delle quote della popolare di Vicenza (ora in base agli accordi salirà al 99,33%).

Secondo il codice di regolamento di Borsa italiana, per accedere alle quotazioni, i titoli necessatino dei seguenti requisiti: una capitalizzazione di mercato di almeno 40 milioni; una "ripartizione adeguata presso i soli investitori professionali se il valore di mercato delle azioni possedute dagli investitori oppure il numero degli stessi faccia ritenere che le esigenze di regolare funzionamento del mercato possano essere comunque soddisfatte"; diffusione di almeno il 25% del capitale come flottante (pacchetto di azioni non controllato dai maggiori azionisti di una società quotata, anche se nella quota si possono contemplare gli Organismi individuali collettivi del risparmio). Proprio quest'ultimo punto ha creato dei problemi, tanto che a Piazza Affari si temeva un esordio con singificativa volatilità e prezzi in caduta per le azioni della banca.

Francesco Iorio, direttore generale dell'istituto, è impegnato da mesi nella trasformazione in spa, nella ricapitalizzazione e nella quotazione della banca veneta. Ma oggi è arrivata la doccia fredda. Invece ora, per il fondo Atlante, lanciato ad aprile al fine di garantire aumenti di capitale delle banche e soccorrerle in caso di sofferenze, l'esborso sale da 1,35 miliardi di venerdì agli 1,5 miliardi attuali. Tale aumento era previsto in caso di mancata di quotazione sul mercato azionario.

Dunque, Atlante arriverà a detenere una partecipazione nel capitale dell'istituto di credito pari al 99,33%. E forse potrà ristrutturare più velocemente la stessa banca.

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