Boom dei voucher: 31,5 milioni nel primo trimestre 2016

I dati Inps evidenziano un +45,6% rispetto al 2015.

Boom dei voucher

L’Inps ha reso noti oggi i dati sulle assunzioni elaborati dall’Osservatorio sul precariato e ha anche diffuso quelli relativi ai voucher per prestazioni di lavoro accessorio del valore nominale di 10 euro. Ebbene nei primi tre mesi del 2016 sono stati venduti 31,5 milioni di voucher, che corrispondono al 45,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2015 e al +75,4% rispetto al primo trimestre del 2014.

Una crescita impressionante, ma che non deve essere commentata con toni entusiastici, soprattutto a fronte dei dati sui contratti a tempo indeterminato che sono diminuiti del 77% rispetto al 2015 (anche se il saldo è comunque positivo).

Quello che preoccupa è che in numerosi casi i voucher vengono utilizzati come una forma di copertura del lavoro nero e dunque non utilizzati per il reale scopo per cui sono stati pensati e cioè combattere il lavoro sommerso. Questo perché i datori di lavoro li utilizzano anche per lavoratori che in realtà svolgono lavoro da dipendenti, senza tuttavia godere dei diritti che un tale inquadramento garantirebbe loro. E inoltre, un voucher che dovrebbe valere per un’ora di lavoro, in realtà spesso copre più ore.

Il voucher, dunque, si sta rivelando uno strumento per permettere ai datori di lavoro di trovare dei sotterfugi e coprire le loro malefatte mentre continuano a sfruttare la manodopera. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ieri, nel corso della trasmissione di Raitre Ballarò, ha commentato un servizio in cui venivano messi in evidenza tutti i difetti dei voucher, dicendo che si tratta di situazioni di assoluta illegalità e che come tali vanno denunciate.

Tuttavia, il lavoro degli ispettori del lavoro al momento appare ancora poco efficace e i voucher sono sempre più spesso percepiti come uno strumento a favore dei datori di lavoro e a sfavore dei soggetti deboli, ossia quei lavoratori disposti a tutto anche per pochi euro. Il caporalato sembra ancora difficile da sconfiggere.

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