Liberalizzazione RC Auto: tra collusione e disillusione

Aumenti dell\'RC auto Che fine hanno fatto le tanto acclamate liberalizzazioni? Tra lobby, scioperi e cartelli sembra chiaro che il mercato abbia riposto la sua mano invisibile in tasca, piuttosto che dedicarsi alla direzione dell’efficiente allocazione delle risorse!

L’effetto boomerang delle liberalizzazioni lanciate dal governo e pesantemente atterrate sulle teste dei consumatori sembra riguardare in primis il settore assicurativo. Nulla di nuovo sul fronte occidentale si potrebbe dire se non fosse che la situazione è addirittura peggiorata rispetto all’assetto competitivo pre-liberalizzazione. Stando al parere di Catricalà (presidente dell’Antitrust) infatti oltre all’ipotesi di cartello tariffario tra le compagnie ci sarebbe anche il sospetto di alleanze collusive con il mondo bancario.

“I profitti delle compagnie crescono e non scendono i premi a carico degli assicurati". Secondo il Garante, "nessun vantaggio si registra a favore degli assicurati, costretti ad attendere tempi ancora eccessivi per i risarcimenti e a subire clausole negoziali onerose". Per questo, l'Antitrust proseguirà nella sua azione "per ottenere aperture in questo mercato già protetto dall'obbligatorietà dei contratti.
L’occhio vigile dell’Antitrust sembra guardare con sospetto anche alle collusioni tra sistema assicurativo e bancario visto il fitto intreccio di movimenti azionari intessuto alacremente negli ultimi tempi.

Secondo l’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, infatti la frequenza degli incidenti sarebbe diminuita dell’1,48% lo scorso anno, ma gli indennizzi sarebbero contemporaneamente aumentati anziché diminuire contestualmente. Se gli incidenti ogni cento auto sono scesi dall’8,51 a 8,39, è anche vero, sostiene l’Ania, che il loro costo è cresciuto del 2,2%, passando dai 4.047 euro del 2005 ai 4.136 del 2006 «annullando i benefici derivati dalla riduzione delle frequenza dei sinistri. Anche perché nel 21% degli incidenti auto c’è una persona che riporta danni fisici. In un incidente su cinque c’è qualcuno che si fa male, anche se in modo lieve.

Insomma, sostengono le assicurazioni, non c’è niente da fare, non esistono i margini per una riduzione delle tariffe Rc auto: «Su alcuni profili la concorrenza permette sconti consistenti, tuttavia il fatto che il costo aumenti più di quanto diminuisca la frequenza, rende logico pensare che non ci siano i presupposti tecnici per una diminuzione».

Le associazioni dei consumatori ribattono, e accusano con una certa ironia l’Ania di «leggera sfrontatezza nel perseguire una linea contraria agli interessi dei propri clienti» facendo «ciò che vuole in barba a qualsiasi elemento oggettivo». Le tariffe Rc auto, sostengono i consumatori, «sono cresciute del 135% negli ultimi dieci anni e sono le più elevate in Europa». Meno incidenti e indennizzo diretto comportano tagli di spesa per le compagnie per almeno due miliardi di euro all’anno e «dovrebbero determinare una caduta della polizza assicurativa dal 15 al 20%, con un risparmio da 120 a 160 euro all’anno per assicurato».

Se le ipotesi di collusione sono ancora da verificare rimane il dato di fatto significativo che il costo delle assicurazioni obbligatorie per auto e moto/scooter in Italia cresce più dell'inflazione. Lo rivela l'associazione dei consumatori, 'Altroconsumo', che ha monitorato da da maggio 2006 a maggio 2007, il 93% del mercato delle polizze auto. La città dove rc auto e moto costa di più è Napoli, che nel periodo in esame ha fatto registrare un aumento dell'8,53%. La ricerca prende in considerazione 4 città: Milano, Roma, Napoli e Palermo, "ipotizzando quattro profili di automobilisti - afferma Altroconsumo - di età e caratteristiche diverse ma con la stessa tipologia di vettura e massimali di copertura ai minimi di legge".

L’effetto liberalizzazioni sembra aver pesantemente colpito i giovani automobilisti con rincari nell’ordine dell’1,57% (per diciottenni) e dell’1,86% (per 28 enni).

"I giovani - sostien Altroconsumo - ancor peggio se vivono al Sud, sono in assoluto i più penalizzati in questo tipo di polizze". Per le rc moto infatti il discorso non cambia: "il 18enne che assicura un ciclomotore per la prima volta - spiega l'associazione - subisce un incremento tariffario superiore all'inflazione in tutte le città: l'aumento più basso si ha a Milano (+2,64%), il massimo come sempre a Napoli (+4,76%). A Roma l'aumento è simile a quello della città partenopea (+4,02%), mentre a Palermo è leggermente inferiore (+3,85%)".

Se invece si passa agli altri due profili, il 35enne in classe 4 e il 40enne in classe 1-a, si possono registrare dei timidi miglioramenti rispetto all'anno passato. A Milano risultano infatti in diminuizione, a Roma invariati. Se invece ci si sposta più a sud, "a Palermo - continua Altroconsumo - il premio è cresciuto sotto l'inflazione (1,09% contro l'1,32%) per il 35enne, mentre è diminuito per il 40enne (-1,81%). A Napoli purtroppo gli aumenti sono sempre ben al di sopra del tasso d'inflazione: +6,34% per il 35enne e +4,67% per il 40enne". Situazione simile se si passa alle 2 ruote: il 40enne in classe 9, che assicura una moto di cilindrata 600 a Milano, vede diminuire rispetto all'anno scorso la tariffa, che invece resta invariata a Roma. Palermo e Napoli risultano ancora le ultime della lista, rispettivamente con un +2,16% e +3,57% (v. Comunicato).

Insomma davvero una brutta annata per il segmento assicurativo!

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