Olio di palma, i volumi del mercato italiano

In 10 anni l’importazione dell’olio di palma è aumentata di poco meno del 20%.

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Da 325mila a 386mila tonnellate in dieci anni, è stato questo l’incremento nelle importazioni dell’olio di palma per uso alimentare. I dati forniti a Soldiblog dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile delineano un mercato nel quale l’utilizzo a scopo alimentare è aumentato in una percentuale inferiore al 20% in un decennio in cui si è parlato molto di questo ingrediente.

Nella tavola rotonda Olio di palma: oltre i pregiudizi, svoltasi a Milano qualche settimana fa, si è anche sottolineato come il 25-30% dell’olio di palma utilizzato nell’industria alimentare prenda successivamente la strada dell’estero.

Giuseppe Allocca, presidente dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, ha ricordato come le aziende che aderiscono all’Unione usino solo olio di palma 100% certificato RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil).

Un aumento del 20% su di un periodo di dieci anni è da intendersi come una sostanziale stabilità nell’utilizzo della sostanza. Differente è il discorso per ciò che concerne l’utilizzo dell’olio di palma per usi diversi da quelli dell’industria alimentare, vale a dire nei campi della cosmetica, del biodiesel e dell’energia.

In Europa, fra il 2011 e il 2015, l’olio di palma a uso industriale extra-alimentare è cresciuto del 40%, passando da 2310 a 3100 milioni di tonnellate.

Carlo Alberto Pratesi, professore di Economia e Gestione delle Imprese al Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università Roma Tre, spiega come l’olio di palma rappresenti il 35% dell’intera produzione di oli vegetali a livello globale. Un consumo che – secondo Pratesi – è destinato ad aumentare insieme all’incremento della popolazione mondiale.


“Il palma è virtuoso anche nell’uso di pesticidi, basti pensare che ne richiede meno di 2 Kg a tonnellate, mentre il girasole ne usa 6kg a tonnellata, il colza 11 kg a tonnellate e addirittura 29 kg per tonnellata nel caso della soia”,

ha poi concluso Pratesi sottolineando l’impiego ridotto di sostanze impattanti nella coltivazione delle palme.

[Foto | Marco Schmidt

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