Istat: potere d'acquisto +1,1%, pressione fiscale in calo

potere d'acquisto

Secondo i dati Istat diffusi oggi il reddito delle famiglie consumatrici italiane nel trimestre aprile-giugno 2016 è aumentato dell’1,3% sul trimestre precedente e i consumi sono cresciuti dello 0,2%. Anche la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è salita, di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, per raggiungere il 9,6%.

Per un aumento dello 0,1% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie, il potere d’acquisto nel II semestre è cresciuto dell’1,1%. Per quel che riguarda le imprese, la quota di profitto delle società non finanziarie, sempre secondo i dati Istat, è stata pari al 41,9%, +0,8 punti percentuali sul primo trimestre dell'anno. Il tasso di investimento è rimasto stabile, al 19,2%.

A calare di quasi mezzo punto percentuale è invece la pressione fiscale, pari al 42,3% nel II semestre (-0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Il Pil espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010 e corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato sul I trimestre aumentando però dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015.

Il periodo aprile-giugno 2016 ha avuto una giornata lavorativa in più sia sul primo trimestre dell'anno sia sul secondo trimestre 2015. La variazione acquisita per il 2016 del Pil pari a un misero +0,6%, rivisto ribasso da +0,7% di inizio settembre.

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