Interessi ad alta quota ed ipoteca sottoterrra per il credito al consumo

Credito al cosnumo senza ipoteca Anno fiscale denso di novità il 2007 anche sul fronte bancario. E’ infatti in arrivo, oltre ad un imminente decreto legislativo sugli assegni scoperti (v. articolo), il nuovo testo unico bancario che, come già anticipato, andrà a stravolgere le vecchie regole sul credito al consumo.
Sebbene sia già stato sollevato un grande polverone da banche ed associazioni di categoria non c’è ancora nulla di definitivo sul nuovo regolamento attualmente al vaglio di un tavolo di esperti.
Cerchiamo di capire quali sono le principali novità che toccheranno le tasche di correntisti e risparmiatori.

Assegni scoperti

L’emissione degli assegni sarà rigidamente regolamentata per banche e uffici postali che dovranno rilasciare innanzitutto assegni non trasferibili, mentre quelli «liberi» si potranno ottenere solo presentando una richiesta scritta e versando una imposta di bollo di 1,5 euro. Ogni girata dovrà riportare il codice fiscale del girante i cui dati, assieme a quelli dei richiedenti, dei giratari e di coloro che hanno incassato gli assegni, saranno raccolti in una apposita in una «anagrafe dei conti». In ogni caso assegni bancari e postali, come anche vaglia cambiari o postali, staccati per importi superiori ai 5 mila euro dovranno riportare nome o ragione sociale del destinatario e la clausola di non trasferibilità. Quelli intestati all’ordine del traente, ovvero «a me medesimo», non si potranno invece più girare a terzi ma andranno incassati direttamente (v. articolo).

Credito al consumo

Aumenta da 31 mila a 100 mila Euro la dote dei prestiti cash erogati dalle società di credito al consumo, che potrebbero ampliare anche il loro spettro di intervento a nuovi settori come le ristrutturazioni edilizie chiedendo però ai loro clienti di sottoporsi ad una accurata «valutazione del merito creditizio» per capire la loro capacità di far fronte al debito prima di siglare il contratto evitando quindi forme di sovraindebitamento. Alcuni istituti avevano già violato il tetto dei 31 mila Euro, stabilito da un legge vecchia di 15 anni.

Prestiti più cospicui per i consumatori, dunque, senza il requisito della garanzia ipotecaria. Ma qual è l’inghippo? Costi aggiuntivi sul prestito accordato. Si pagheranno interessi più salati dunque rispetto ai mutui ipotecari con una media del 2,5%-3% all’anno. Inoltre se l’estinzione anticipata del mutuo dal 2007 è esente da spese la regola non vale nel caso di prestiti non ipotecari.

Dal presidente dell’Adusbef Elio Lannutti arrivano le prime critiche sulla nuova soglia di 100.000 euro, ritenuta funzionale esclusivamente per le banche. “Se prendi 100.000 euro di credito al consumo lo paghi quasi due volte il tasso di un mutuo: gli ultimi mutui hanno tassi fissi del 5,6-5,7% mentre il credito al consumo arriva attorno all’11%», sostiene Lanutti (v. articolo).

Oltre alla possibilità di abolire il requisito ipotecario per operazioni di credito al consumo le modifiche al Testo unico prevedono anche l’introduzione di un vero e proprio diritto di ripensamento, che consentirà ai consumatori di recedere dal contratto stipulato entro 14 giorni dalla firma del contratto. Una norma «anti-truffa» inoltre dovrebbe consentire ai clienti di banche e società finanziarie di tutelarsi a fronte di accordi occulti tra finanziatore e fornitore e di agire nei confronti del primo nel caso in cui questi abbia concesso il credito pur avendo notizia di frequenti inadempienze del fornitore. Un’altra norma prevede poi l’inversione della prova per gli obblighi di trasparenza e consulenza.

Come si chiede un maxi prestito a 100 mila Euro?

Per i super-prestiti sarà sufficiente presentarsi allo sportello con una carta di identità e la dichiarazione dei redditi, come in passato. Sarà naturalmente l’istituto di credito a valutare la rischiosità dell’operazione e a stabilire se concedere il prestito.

Operazione trasparenza sul TAEG

Anche il «Taeg» (il tasso annuo effettivo globale), cioè il vero indicatore del costo di un prestito, diventa più trasparente: dovranno essere specificate tutte le voci che lo compongono, compresi gli oneri diversi relativi all’erogazione del finanziamento, e quindi dovranno essere indicati anche tutti i casi in cui è obbligatorio pagare una commissione di mediazione.

Quali offerte sul mercato?

Alcuni istituti di credito si sono già arrischiati sul terreno del credito al consumo “scoperto”. Dal Prestito Più di Intesa Sanpaolo (prestito massimo a 75.000 Euro in 10 anni al Taeg del 7,547%) al Prestito Revolution di Bnl (100.000 Euro in 10 anni all’8,25%), passando per Credit Express Top di Unicredit (100.000 Euro in 10 anni al 7,99%) e Prestito Rata Lihgt di Ubi (50.000 Euro in 10 anni all’8,8%).

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