Web Tax: il governo accantona gli emendamenti

web tax

Web tax in arrivo? Di certo non subito. Se ne torna a parlare però nel dibattito sulla manovra attraverso due proposte arrivate dalla sinistra Pd e dai dai deputati del gruppo misto Luca Pastorino e Giuseppe Civati. Gli emendamenti inseriscono l'obbligo di partita Iva italiana per chi vende servizi online in nel Belpaese, così come per chi vende spazi pubblicitari che, secondo gli emendamenti, potrebbero essere acquistati solo da soggetti titolari di partita Iva italiana.

Il governo non sembra molto interessato all'argomento, almeno in questa fase e in sede di legge di bilancio, e per ora ha accantonato gli emendamenti pur riconoscendo che la questione va affrontata. "A mio giudizio questa imposta va introdotta, ma bisogna organizzarla in modo tale che non costituisca un'iniziativa unilaterale che sia ragione di penalizzazione" dice il viceministro Enrico Morando.

L'accantonamento "non è per non parlarne adesso, sappiamo che questo è un tema che dobbiamo affrontare ma non siamo perfettamente pronti nella definizione di un concerto" di norme che - aggiunge Morando - "vanno definite in una dimensione internazionale". Quando "approfondiremo il tema daremo evidenza delle iniziative italiane per introdurre questa forma di imposta a livello europeo". Sempre che in Europa si riesca a mettere tutti d'accordo senza che passino ancora mesi e anni...

L'esame della manovra oggi riguarderà le misure sugli enti locali, poi su lavoro e previdenza. Ieri sono stati passati al vaglio delle commissione "23 articoli, ma la strada è ancora lunga" spiega il presidente della commissione Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera Francesco Boccia.

Vota l'articolo:
4.50 su 5.00 basato su 2 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO