Italia patria delle tasse: + 11 punti rispetto agli altri Paesi avanzati

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La pressione fiscale in Italia nel 2015 si è attestata al 47,3% del prodotto interno lordo, quasi 11 punti in più (10,9%) rispetto alla media delle economie avanzate, ferma al 36,4%.

Distanza che si allunga ancor di più rispetto alla media dei paesi del G7, al 36,1%, e a quella del G20 advanced pari al 35,5%. A fornire questi dati è il rapporto del Fondo monetario internazionale Fiscal monitor secondo cui per trovare numeri generali in linea con la situazione italiana bisogna fare riferimento all’area euro nel suo complesso dove la pressione fiscale media è al 46%.

Nella graduatoria del Fondo monetario sugli Stati con maggiore pressione fiscale (che riguarda 35 paesi) l'Italia si piazza al nono posto. Prima ci sono tutti i paesi scandinavi, dove le tasse sono più alte ma i servizi pubblici e il welfare di qualità eccellente, con il record assoluto dell'Islanda con il 56,9% di pressione fiscale, seguita da Finlandia (54,9%), Norvegia (53,1%) Danimarca (52,5%) e Svezia (48,6%).

Al terzo posto in classifica c'è la Francia con il 53,2% di pressione fiscale, l’unico big europeo che precede l’Italia. Dietro il Belpaese si piazzano ad esempio Germania (44,6%), Canada (38,8%), Regno Unito (36,3%), Giappone (33,7%) e Stati Uniti (31,4%).

L’Italia è passata dal livello minimo di pressione fiscale toccato nel 2008 (45,1%) a quello massimo del 2014 (48,2%). Nel 2021 si stima che la pressione fiscale scenderà al 46%.

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