Berlusconi: Jobs act è costato 20 mld e la perdita dei diritti dei lavoratori

Mentre il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha provato a mettere una pezza sulle sue frasi infelici relative ai giovani italiani che lasciano il paese
per prospettive occupazionali degne di questo nome, Silvio Berlusconi va all’attacco del Jobs act e dell’ex premier Renzi.

In un incontro con i parlamentari di Forza Italia Berlusconi spiega che il Job act è "costato 20 miliardi e la perdita dei diritti dei lavoratori” riferendosi alla sostanziale abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, cosa che in effetti neanche alla destra era riuscito quando stava al governo.

E poi c'è la questione banche: “La parola banca ormai non evoca più sicurezza ma rischio. Per questo in molti non depositano più i propri risparmi" ha continuato l’ex Cav, che ne ha avuto anche per il Movimento 5 stelle ("vogliono mettere la tassa di successione al 50%”) e l’Ue. L'Europa e le sue istituzioni vanno cambiate". E' chiaro che la lunga campagna elettorale che porterà alle prossime politiche è cominciata già il giorno dopo la caduta del governo Renzi.

Intanto le scuse di Poletti via Facebook sui giovani costretti a emigrare all’estero per lavorare non sono bastate a evitargli la mozione di sfiducia sottoscritta dai senatori di Sinistra italiana, Movimento 5 Stelle, Lega nord e di alcuni del gruppo Misto.

Il "ministro ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili” si legge tra l'altro nel testo della mozione di sfiducia, testo in cui si rammenta anche la “dichiarazione inaccettabile" del ministro "che compromette la libertà di voto dei cittadini "sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle camere e alla convocazione delle elezioni politiche”.

A proposito dei giovani in fuga dall'Italia per lavoro Poletti due giorni fa aveva detto: "conosco gente che è bene sia andata via, questo Paese non soffrirà a non averli tra i piedi". E su chi è rimasto: "non sono tutti dei pistola".

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