Referendum: la Consulta dice no a quello sull'articolo 18 - Video

La Corte costituzionale oggi ha detto no al referendum sull’articolo 18 proposto dalla Cgil che voleva abrogare le modifiche apportate dal Jobs act allo Statuto dei lavoratori ripristinando i limiti ai licenziamenti senza giusta causa, in particolare per i licenziamenti illegittimi non solo per le aziende sopra i 15 dipendenti, ma anche per quelle sopra i 5.

La Consulta ha invece dichiarato ammissibili le altre due consultazioni proposte dal sindacato, dopo la raccolta di 3,3 milioni di firme: quello che chiede di abolire i voucher, i buoni lavoro dal valore 10 euro l'ora per le prestazioni accessorie estese ai redditi fino a 7mila euro dal Jobs act, e quello relativo alla reintroduzione, senza deroga alcuna, della responsabilità in solido tra committente e appaltatore. 13 i giudici costituzionali presenti in udienza oggi (assente Alessandro Criscuolo) su un collegio di 14 (dopo le dimissioni Giuseppe Frigo che ora dovrà essere sostituto, con voto del parlamento in seduta comune).

La sentenza è arrivata dopo un’udienza a porte chiuse durata un’ora e mezza; l’Avvocatura dello Stato è stata rappresentata dal vice avvocato generale Vincenzo Nunziata che si era espresso per l’inammissibilità di tutti e tre i referendum, come già esplicitato nelle memorie presentate per conto del governo.

La decisione di rigettare il quesito sul reintegro dei lavoratori nei casi di licenziamento illegittimo secondo alcuni osservatori era prevedibile visto che il quesito non cancellava solo la norma che ha sostituito il reintegro con l’indennizzo economico ma creava di fatto una nuova normativa. Ora si attendono le motivazioni della pronuncia della Consulta.

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