8 per mille, Corte dei Conti: controlli assenti su gestione risorse

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L'8 per mille dell'Irpef all'attenzione della Corte dei Conti che lamenta controlli insufficienti sulla gestione delle risorse derivanti. Secondo la magistratura contabile "il perdurare degli elementi di debolezza nella normativa, ormai risalente ad oltre 30 anni, e nella gestione dell'istituto, che impongono valutazioni ed iniziative da parte dei molti soggetti coinvolti, come già constatato nella relazione del novembre 2014.

In un comunicato la Corte di Conti spiega che "Ad un anno dalla precedente relazione, il monitoraggio ha fatto emergere che risultano rilevanti anomalie sul comportamento di alcuni intermediari, sulle quali proseguono le attività di controllo dell’Agenzia delle entrate e che perdura lo scarso interesse per la quota di propria competenza da parte dello Stato. Si conferma l’assenza di controlli sulla gestione delle risorse".

I risultati dei controlli dell'amministrazione vanno riferirti alla Presidenza dei Consiglio e la mistero dell'economia per le susseguenti, eventuali, iniziative di tipo amministrativa e legislativa. La Corte ha comunque riconosciuto che nella diffusione dei dati relativi all'8Xmille c'è stato comunque un miglioramento nella trasparenza, completezza e correttezza.

Cos'è l'otto per mille

L'otto per mille è la quota di imposta sui redditi IRPEF, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte eseguite all'atto delle dichiarazioni dei redditi, fra se stesso e le confessioni religiose che hanno stipulato un'intesa secondo i dettami dall'art. 47 della legge n.222 il 20 maggio 1985 che ha attuato l'accordo del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, come rappresentante della Chiesa Cattolica. La norma stabilisce gli ambiti in cui i soggetti beneficiari dell'otto per mille possono impiegare i fondi ricevuti e il meccanismo di calcolo della stessa quota.

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