Collaboratrici per professione, ma spesso non per passione. Mandano avanti le nostre case, pulendole e assistendo i nostri anziani ma nella maggior parte dei casi non viene loro riconosciuto neanche il diritto ad una posizione contrattuale regolarizzata. Il 57% di loro lavora nonostante la recente sanatoria del tutto in nero e 6 su 10 rinunciano ai propri affetti domestici per poter mantenere i familiari in patria.
Madri e mogli coraggio che secondo lo studio dell’Iref “Il Welfare fatto in casa” costituiscono il giovane sottobosco domestico e assistenziali su cui fanno affidamento sempre più famiglie italiane.
Per versare i contributi a colf e badanti, ci ricordano dall’Inps, c’è tempo fino a martedì 10 luglio per il trimestre aprile-giugno 2007.
Si può utilizzare uno dei bollettini di conto corrente postale inviati dall’Inps a casa dei datori di lavoro. Chi non li avesse ricevuti può ritirarli di persona presso un ufficio INPS, richiederli telefonicamente al numero 803164 o scaricarli dal sito Internet www.inps.it.
Il contributo per i lavoratori domestici è determinato in base alla retribuzione e all’orario di lavoro:
Ricordiamo che il datore di lavoro deve versare l’intero importo del contributo, compresa la quota a carico del lavoratore, che potrà poi essere trattenuta dalla busta paga, e che procedure e oneri previdenziali per assumere un collaboratore domestico sono dettagliatamente elencati sul sito ufficiale dell’Inps.
Nella tabella sono indicati gli importi del contributo orario in relazione alla retribuzione: