UE: dati Pil Italia non bastano, manovra bis necessaria

manovra bis 2016-2017

Alla Commissione europea non basta il dato grezzo sul Pil (+0,9%) italiano nel 2016 per cambiare idea. Dati trimestrali definiti "volatili", molto meno affidabili di quelli annuali e poco utile per soppesare realmente lo stato dei conti pubblici: la conseguenza è che la richiesta all'Italia di correzione dello 0,2% rimane tutta perché altrimenti spiegano da Bruxelles, si supererebbe la soglia di deviazione strutturale indicata dal Consiglio dell'Unione per il 2017.

Un'osservazione questa dell'Ue, che ha il sapore della doccia fredda per chi nel governo aveva confidato sulla stima flash dell'Istat sull'andamento del quarto trimestre e della crescita totale per il 2016. L'esecutivo dovrà quindi trovare canali e risorse per coprire la richiesta di una manovrina, o meglio di una manovra bis, da 3,4 miliardi di euro. Aumento dell'Iva e delle accise, provvedimenti decisamente impopolari, non sembrano essere nei piani del governo, almeno nel breve termine, dopo l'alt arrivato dal partito dei maggioranza al governo. Dove reperire allora le coperture finanziarie?

Si parla di nuove tranche di privatizzazione per Poste italiane ma secondo il sottosegretario alla Sviluppo economico Antonello Giacomelli il controllo della società dovrà comunque restare in mano pubblica. Anche dal ministero dell'Economia il titolare Pier Carlo Padoan ribadisce di voler continuare sulla strada delle privatizzazioni spiegando che anche quelle future "non tolgono dal posto di guida lo Stato, lo mantengono là con più strumenti a disposizione. Gli obiettivi strategici che lo Stato affida alle sue partecipate rimangono pienamente operativi. Se ci sono timori rispetto a questo tema sono idee semplicemente sbagliate".

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